La Roma ha iniziato la stagione con un ritmo impressionante, collezionando quattro vittorie e un pareggio nelle prime cinque giornate di campionato. Un percorso netto che, sommato al pareggio ottenuto in Champions League, conferma l’ottimo stato di forma della squadra.
In questo quadro positivo, spicca un’assenza: quella di Lorenzo Pellegrini, l’unico calciatore di movimento della rosa a non aver ancora disputato un singolo minuto ufficiale. Il suo rientro, però, appare ormai imminente e potrebbe aggiungere ulteriore qualità a un meccanismo già ben rodato.
A tenere il giocatore lontano dal campo è stato un problema muscolare al retto femorale, un infortunio rimediato nello scorso mese di aprile che ha richiesto un lungo e attento percorso di riabilitazione. Dopo aver saltato le prime partite, il classe ’96 ha ritrovato la panchina contro Torino e Inter, segnali chiari di un recupero completato. Ora l’obiettivo è tornare protagonista sul terreno di gioco.
La grande occasione potrebbe arrivare nel prossimo impegno di campionato contro il Como, in programma per domenica 11 alle 12:30. Il centrocampista è in lizza per una maglia da titolare e si contenderà il posto sulla trequarti con Soulé, in un ballottaggio che verrà sciolto solo a ridosso del match. La sua presenza, anche a partita in corso, rappresenterebbe un’importante notizia.
Il ritorno di Pellegrini ha anche un forte valore simbolico. Al termine della scorsa stagione, il suo contratto era scaduto, lasciandolo momentaneamente svincolato. Dopo una complessa trattativa estiva, le parti hanno raggiunto un nuovo accordo fino a giugno 2027, a dimostrazione di un legame profondo con i colori giallorossi.
Per facilitare la fumata bianca, il calciatore ha accettato una significativa riduzione del proprio ingaggio, passando dai circa 6 milioni netti precedenti (bonus inclusi) agli attuali 2,5 milioni. Un sacrificio economico che testimonia la sua volontà di essere al centro del progetto tecnico e di continuare la sua storia nella capitale, dove è cresciuto e si è affermato come leader.






