Malagò attacca Abodi dopo le dimissioni di Bianchedi

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Cronache sport calcio
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Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha commentato duramente l’intervento del ministro per lo Sport, Andrea Abodi, che ha portato alle dimissioni di Diana Bianchedi da capodelegazione. Parlando a margine di un evento a Firenze, Malagò ha definito l’uscita di Abodi “non convenzionale, sgrammatica e fuori luogo”. Secondo il numero uno dello sport italiano, il ministro non avrebbe dovuto interferire nelle dinamiche interne della Giunta Coni.

Malagò ha espresso piena solidarietà e condivisione per la scelta di Bianchedi. “Giustamente è rimasta turbata dal fatto che il ministro dello Sport entri nel merito di quelli che sono i comportamenti all’interno della Giunta Coni”, ha affermato, riferendosi sia alla posizione dell’ex vicepresidente che a quella dell’altro vicepresidente, Marco Di Paola. Le dimissioni sono state quindi una conseguenza diretta di un’ingerenza ritenuta inaccettabile.

Il presidente del Coni ha inoltre lasciato intendere che questo episodio non rappresenterebbe un caso isolato. “Non mi pare che da parte del ministro sia stata l’unica volta, su questioni che riguardano il calcio”, ha aggiunto Malagò, alludendo a precedenti interventi di Abodi percepiti come inappropriati nel contesto del mondo sportivo e alimentando l’idea di uno scontro istituzionale in corso.

Successivamente, il discorso si è spostato su altre questioni di attualità, a partire da un possibile commissariamento della Figc. Su questo punto, Malagò si è mostrato sereno e sicuro della sua posizione. “Io sono molto tranquillo. Ricopro questo ruolo da volontario, perché sono stato eletto e ho avuto il consenso di voti”, ha dichiarato, sottolineando la legittimità del suo mandato e la sua tranquillità di fronte a tali ipotesi.

Un altro tema cruciale affrontato è stato il dossier per la candidatura dell’Italia a ospitare gli Europei di calcio del 2032. Pur ribadendo il suo storico sostegno ai grandi eventi sportivi, Malagò ha lanciato un allarme sulla situazione degli impianti. “L’Uefa ci sta guardando con molta attenzione, ma il nostro è un attestato di fiducia”, ha spiegato, “perché a oggi un solo stadio sarebbe pronto, mentre la Turchia ne ha ben più di cinque”.

Le sue parole hanno evidenziato un notevole divario infrastrutturale con la Turchia, potenziale concorrente per l’organizzazione del torneo, mettendo in luce l’urgenza di interventi concreti per modernizzare gli stadi italiani. In chiusura, prima della sua partenza per Parigi, Malagò ha rivolto un augurio alla Nazionale di calcio: “La strada intrapresa è quella giusta, speriamo di fare bella figura”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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