Per Roberto Mancini è iniziato il secondo capitolo sulla panchina della Nazionale. Un ritorno carico di emozione, vissuto alla vigilia del test contro il Belgio, ma diverso dal suo primo esordio nel 2018. “L’emozione del 2018 era enorme, era la prima volta”, ha dichiarato il CT, ammettendo una forte nostalgia per il percorso che ha portato alla vittoria dell’Europeo, un’impresa definita “straordinaria”.
Ora, l’obiettivo è ricostruire e guardare avanti. La filosofia del tecnico è rimasta invariata, un mantra chiaro e preciso: “Giocare bene e far divertire la gente, per vincere”. Secondo Mancini, questa è la strada maestra per ottenere risultati, che a loro volta facilitano il lavoro e creano un clima positivo. Il tecnico crede sia possibile ripetere il successo passato, anche se potrebbe richiedere più tempo.
Il ricordo della striscia di 37 risultati utili consecutivi è ancora vivo, un record che ha dimostrato la validità del suo approccio. Tuttavia, il focus non è sui primati, ma sul superare le difficoltà attuali. La sfida più grande per Mancini sarà di natura psicologica, dovendo gestire una squadra segnata da pesanti delusioni, come le mancate qualificazioni ai Mondiali. “Lo sport è fatto di sconfitte dure, ma offre sempre la possibilità di rifarsi”, ha spiegato, agendo quasi da psicologo per il gruppo.
La ferita nello spogliatoio è ancora presente, un problema che non può essere ignorato. La soluzione, per il commissario tecnico, è pensare positivo e concentrarsi sul futuro. In questo processo di rinascita, un ruolo fondamentale sarà giocato dai giovani. “Molti di loro non c’erano, mentalmente sono più liberi”, ha osservato Mancini, elogiando la loro capacità di giocare senza troppi pensieri, una caratteristica tipica della gioventù.
L’obiettivo primario è riconquistare l’affetto dei tifosi, e per farlo c’è solo una via. “I ragazzi devono giocare tranquilli e far divertire la gente. Abbiamo le qualità per riuscirci”, ha affermato con convinzione. Tutti, dallo staff ai giocatori, sono chiamati a dimostrare il proprio valore, come accade in ogni professione. Il paragone con altri CT di grandi nazionali è inevitabile, ma Mancini si concentra sulla propria missione: riformare una squadra e renderla di nuovo competitiva.
In vista della partita contro il Belgio, la formazione sembra quasi definita. In porta ci sarà Donnarumma, protetto da una linea difensiva composta da Di Lorenzo, Mancini, Coppola e Calafiori. A centrocampo spazio al trio Barella, Romano e Tonali. In attacco, la coppia Cambiaghi e Pio Esposito sembra certa, con un ballottaggio per il ruolo di esterno sinistro tra Kean e Maldini. “Pio e Moise possono giocare tranquillamente assieme”, ha assicurato il CT, sottolineando la versatilità dei suoi attaccanti. La scelta finale influenzerà l’assetto tattico, che potrebbe variare da un 3-2-5 in fase di possesso a un più classico 3-5-2.











