Materazzi ricorda Berlino 2006 e attacca il sistema

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Cronache sport calcio
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Marco Materazzi, uno dei protagonisti della finale mondiale del 2006, ha concesso un’intervista al mensile France Football, ripercorrendo la vittoria di Berlino e analizzando lo stato del calcio italiano. L’ex difensore ha espresso una visione critica, sostenendo che il trionfo iridato non sia stato un punto di partenza per una crescita strutturale.

Secondo Materazzi, il successo di quasi due decenni fa ha generato un’illusione. “Molti dicono che l’Italia subisce la maledizione di quella finale, ma la maledizione è che abbiamo vinto la quarta stella e le istituzioni hanno pensato che avremmo poi vinto la quinta”, ha dichiarato. Ha poi tracciato un parallelo con la Francia, che dopo la vittoria del 1998 ha continuato a investire e costruire.

Al contrario, per l’ex giocatore, il sistema italiano si sarebbe “fermato il 9 luglio del 2006”. Ha aggiunto che il calcio nazionale vive di ricordi e anche il successo all’Europeo del 2021 non smentisce questa tesi: “È stato vinto da venti giocatori e non dal sistema”, ha sottolineato, spiegando così le ripetute mancate qualificazioni ai Mondiali.

L’intervista ha poi toccato l’episodio che ha segnato quella finale: la testata ricevuta da Zinédine Zidane. Materazzi ha ricostruito la dinamica, nata da un battibecco in campo durante un’azione difensiva. “Su un cross mi sono appoggiato su di lui, perché non volevo prendere un gol”, ha raccontato.

L’azione ha infastidito Zidane, che gli avrebbe offerto la sua maglia a fine partita. “Gli risposi a tono”, ha ammesso Materazzi, precisando però di essersi sentito provocato per primo. “La testata non me l’aspettavo, altrimenti mi sarei difeso e l’arbitro ci avrebbe espulso entrambi”. Ha spiegato che la sorpresa gli ha fatto avere il corpo “molle”, cosa che gli ha evitato conseguenze fisiche.

Inizialmente, l’episodio è passato quasi inosservato sul terreno di gioco. “Sinceramente nessuno ha visto la testata, tranne Buffon”, ha rivelato l’ex difensore. Una volta espulso il capitano francese, la partita è proseguita fino ai calci di rigore, dove lo stesso Materazzi ha trasformato uno dei tiri decisivi per la vittoria azzurra.

A distanza di anni, non c’è mai stato un chiarimento tra i due protagonisti. “Da allora, non l’ho più incontrato e non avrei nessun problema a farlo”, ha affermato. Ha concluso esprimendo rispetto per la carriera di Zidane, sia da giocatore che da allenatore, ma notando come abbia perso un’occasione: “Stringendomi la mano, sarebbe passato per un signore e io per il cattivo”.

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