La panchina contro il Lecce ha avuto il sapore di un avvertimento. Alphadjo Cisse, una delle note più liete dell’inizio di stagione del Milan, ha visto il suo status di rivelazione messo in discussione da una singola scelta tecnica. Il diciannovenne è rimasto a guardare i compagni per novanta minuti, un’immagine in netto contrasto con le prestazioni da protagonista offerte nelle prime uscite.
Il motivo risiede nella nuova strategia tattica adottata dal tecnico Ruben Amorim. L’allenatore ha deciso di abbandonare l’assetto che prevedeva una coppia di trequartisti assortiti, uno più fisico come Loftus-Cheek e uno più tecnico come Cisse, per sperimentare una soluzione inedita. Contro la formazione salentina, il Milan ha infatti schierato due trequartisti più agili e brevilinei: Christian Pulisic e Alexis Saelemaekers.
Questa mossa ha rimescolato le carte e, di conseguenza, le gerarchie. Pulisic, quando è in forma, è considerato dall’ambiente rossonero l’interprete ideale per quella posizione di campo, un giocatore capace di unire tecnica, visione di gioco ed esperienza internazionale. La vera sorpresa è stata però la conferma di Saelemaekers in un ruolo più centrale, diverso da quello di esterno destro a tutta fascia a cui era abituato con la gestione precedente. La sua prestazione positiva ha fornito ad Amorim un’opzione in più, aumentando inaspettatamente la concorrenza.
In questo nuovo scenario, le quotazioni di Cisse appaiono in calo. Mentre Pulisic e Saelemaekers hanno lavorato a Milanello consolidando la loro candidatura, e un giocatore duttile come Rabiot trova sempre spazio tra centrocampo e trequarti, il giovane talento si ritrova a dover lottare per ogni minuto. La sua crescita, comunque, non si è fermata: è arrivata la convocazione con la Nazionale Under 21 guidata da Baldini, un passo importante per un diciannovenne. “Essere al Milan mi sta aiutando a crescere e spero di trasmettere anche in Under 21 tutto quello che sto imparando”, ha commentato Cisse.
Il suo principale alleato, ora, sarà il calendario. Con l’impegno su più fronti che costringerà il Milan a giocare due partite a settimana, il turnover diventerà una necessità fisiologica per l’allenatore. Cisse avrà quindi altre occasioni per dimostrare il suo valore e provare a riconquistare il posto che sembrava suo. La maglia da titolare è diventata più difficile da raggiungere, ma il suo talento non è in discussione.







