Milan, Cesari analizza: “Rigore negato e rosso mancato”

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Cronache Mercato
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La partita tra Sassuolo e Milan ha regalato spettacolo e gol, ma ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche arbitrali. A fare luce sugli episodi più controversi è stato l’ex fischietto Graziano Cesari, che durante la trasmissione “Pressing” ha analizzato nel dettaglio due situazioni che hanno pesantemente inciso sul risultato finale.

Il primo episodio contestato è avvenuto nell’area di rigore del Sassuolo. L’attaccante rossonero Gonçalo Ramos è stato platealmente abbracciato dal difensore neroverde Caleta-Car. Cesari ha sottolineato la gravità del gesto, evidenziando come il pallone fosse lontano dall’azione, a dimostrazione di un’infrazione volontaria e non di un normale contatto di gioco. “Nel calcio una cosa del genere non si può fare”, ha sentenziato l’esperto, definendo l’intervento una palese ostruzione.

La critica più aspra è stata riservata all’operato della sala VAR, rimasta silente di fronte a quello che è stato definito un “chiaro ed evidente errore”. Secondo Cesari, l’arbitro in campo, concentrato sullo sviluppo del gioco, poteva non aver visto la trattenuta, ma il supporto tecnologico avrebbe dovuto richiamarlo all’on-field review per sanare l’errore. L’incoerenza è emersa ancora più nettamente quando, nel secondo tempo, una situazione quasi identica a parti invertite è stata invece sanzionata con un fallo in attacco.

Il secondo grave errore analizzato riguarda un mancato cartellino rosso per Armand Laurienté. L’attaccante del Sassuolo, dopo aver perso palla in un contrasto pulito con Alessandro Florenzi, ha reagito con un intervento scomposto e pericoloso. Il giocatore neroverde è entrato con il piede a martello sulla gamba del terzino del Milan, con un punto d’impatto molto alto e potenzialmente lesivo.

Nonostante la dinamica e la violenza del fallo, il direttore di gara ha fischiato solo una punizione, senza estrarre nemmeno il cartellino giallo. Anche in questa circostanza, il VAR non è intervenuto per correggere la decisione del campo. Cesari ha espresso il suo stupore per la mancata espulsione, un provvedimento che, a suo dire, sarebbe stato l’unica sanzione adeguata data la natura dell’intervento, classificabile come grave fallo di gioco.

In conclusione, l’analisi tecnica ha dipinto il quadro di una direzione arbitrale insufficiente, macchiata da due errori capitali. La mancata concessione di un calcio di rigore e la mancata espulsione di un avversario hanno così condizionato la partita, sollevando nuovi interrogativi sull’uniformità di giudizio e sull’efficacia del supporto tecnologico nel calcio.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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