Il Milan ha avviato la ricerca dell’allenatore che dovrà inaugurare un nuovo ciclo tecnico. La dirigenza si è mossa con un obiettivo preciso: individuare un profilo forte, non solo dal punto di vista tattico, ma anche in termini di autorevolezza all’interno dello spogliatoio. L’intenzione è quella di evitare di ingaggiare una figura percepita come una seconda scelta, per garantirgli da subito una posizione solida.
La selezione è in corso e ha portato all’individuazione di quattro candidati principali, ciascuno con la propria filosofia di gioco. I profili al vaglio sono quelli di Oliver Glasner, Matthias Jaissle, Rúben Amorim e Mauricio Pochettino. Le linee guida del club sono chiare: la squadra dovrà esprimere un calcio offensivo, propositivo e basato su un baricentro alto.
Oliver Glasner si è mostrato molto interessato alla panchina rossonera, tanto da aver messo in attesa altre proposte. L’allenatore austriaco ha avuto numerosi contatti con il club e il suo profilo è apprezzato per la sua formazione nel mondo Red Bull, sinonimo di un calcio aggressivo. Sebbene utilizzi prevalentemente una difesa a tre (3-4-2-1), il suo sistema è fluido e può adattarsi. Un modulo con due trequartisti, come Pulisic e Leão, dietro la punta, potrebbe valorizzare la rosa attuale. Le sue squadre puntano molto sulla spinta degli esterni e sulla verticalità. Tra i candidati, è quello con più successi a livello internazionale, avendo vinto un’Europa League.
Anche Matthias Jaissle proviene dalla scuola Red Bull, con un’impronta tattica basata su pressing ultra-offensivo e recupero palla immediato nella metà campo avversaria. A differenza di Glasner, il tecnico tedesco parte da una difesa a quattro, solitamente schierata come 4-3-3 o 4-3-1-2. La sua filosofia è dinamica e verticale, con un possesso palla sempre finalizzato ad attaccare per vie centrali. Esige ritmi molto alti e una squadra corta, ma questo approccio comporta il rischio di lasciare ampi spazi scoperti se la prima linea di pressione viene superata.
Rúben Amorim, attuale tecnico dello Sporting CP, è stato inserito nella lista per la sua idea di calcio marcatamente offensiva. Come Glasner, predilige una difesa a tre (3-4-2-1), basando il suo gioco su aggressività, baricentro alto e riconquista immediata del pallone. Nel suo sistema, gli esterni di centrocampo hanno un ruolo cruciale e l’intensità è un fattore non negoziabile. Questo stile di gioco richiede però interpreti con una tecnica individuale elevata per essere efficace.
Infine, Mauricio Pochettino rappresenta un profilo di grande esperienza internazionale. L’allenatore argentino, che ha da poco concluso la sua esperienza al Chelsea, tornerebbe a un sistema a quattro, come il 4-2-3-1 o il 4-3-3. Il suo calcio è propositivo e verticale, ma con una maggiore attenzione all’equilibrio difensivo rispetto agli altri candidati. Ama attaccare la profondità mantenendo la squadra corta e organizzata. Un altro suo punto di forza è la libertà concessa ai giocatori di maggior talento, un aspetto che potrebbe esaltare la fantasia presente nella rosa del Milan.












