Il popolo milanista si è riunito per rendere omaggio a una delle sue più grandi leggende, Franco Baresi. Nelle ore successive alla notizia della sua scomparsa, avvenuta il 31 luglio, tantissimi tifosi si sono recati a Casa Milan per un ultimo, commosso saluto al ‘Piscinin’, l’indimenticato capitano e numero 6 rossonero.
La folla ha sorpreso per la sua composizione eterogenea. Accanto ai tifosi che hanno vissuto le gesta del ‘Kaiser’ in tempo reale, si sono presentati moltissimi giovani e ragazzi che hanno conosciuto le sue prodezze solo attraverso i video su internet. Un segno tangibile di come la sua figura abbia saputo attraversare le generazioni, diventando un simbolo eterno del club.
L’elemento centrale dell’omaggio è stato un quaderno, posto all’interno della sede, sul quale i tifosi hanno atteso in una lunga e silenziosa coda per poter lasciare una dedica personale. A terra, attorno all’area allestita, sono state deposte decine di magliette, non solo rossonere, sciarpe, bandiere e biglietti con messaggi carichi di affetto e gratitudine. Tra le frasi più toccanti, una ha ricordato la sua lealtà: ‘Sei sceso in B con noi, non lo dimenticheremo mai’.
L’atmosfera è stata pervasa da una profonda commozione, con scene che hanno raccontato il legame viscerale tra il capitano e la sua gente. Un padre, interrogato dal figlio piccolo su cosa avesse scritto, ha confessato di non aver avuto il coraggio di lasciare un pensiero, sopraffatto dall’emozione. Altri hanno pianto in un silenzio quasi religioso, mentre alcuni hanno trovato spazio per un’ironia velata dal dolore, auspicando un aiuto ‘dall’alto’ per la vittoria dello scudetto.
In un altro momento significativo, un tifoso ha chiesto e ottenuto il permesso di baciare un pallone appartenuto a Baresi, compiendo il gesto con sacralità prima di farsi il segno della croce e allontanarsi. La coda per le firme non ha accennato a diminuire per ore, quasi a voler prolungare il più possibile questo momento di condivisione del ricordo. Sono stati esposti anche molti scatti fotografici che ritraevano il capitano non in campo, ma tra la gente, nei bar e per le strade, sempre sorridente.
La memoria, come un diario che ciascuno porta con sé, è l’essenza dell’identità di un popolo e di un club. A Casa Milan, i tifosi rossoneri hanno dimostrato di non aver dimenticato il loro, custodendo gelosamente il ricordo di chi ha scritto pagine indelebili della loro storia.




