Per il nuovo allenatore del Milan, Rúben Amorim, e per la dirigenza, la questione comportamentale ha la precedenza su qualsiasi valutazione tattica. Il tecnico portoghese esige infatti giocatori che antepongano sempre il gruppo agli individualismi.
Inizialmente, la notizia della bocciatura di un altro obiettivo di mercato aveva indotto a pensare che Rafael Leão fosse destinato a restare. Tuttavia, verifiche successive hanno chiarito che le due situazioni non sono collegate e che lo scenario intorno all’attaccante portoghese non è cambiato.
Le intenzioni del giocatore, del club e del nuovo allenatore sono rimaste immutate. La prossima settimana si terrà un incontro decisivo tra Leão e Gerry Cardinale a Milanello, che potrebbe modificare l’attuale sceneggiatura. Nel frattempo, la situazione resta in una fase di stallo.
Da parte sua, Leão non escluderebbe più una permanenza a Milano, a differenza di quanto trapelava a inizio estate. L’attaccante rimane comunque in attesa di una chiamata da parte di un club inglese. Per la società, anche senza l’arrivo di altri profili offensivi, il numero 10 resta sul mercato.
Per favorire una sua partenza, il Milan potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di abbassare la richiesta economica, finora fissata intorno ai 50 milioni di euro. Una mossa che potrebbe incoraggiare le pretendenti a farsi avanti.
Una riduzione del prezzo potrebbe spingere il Galatasaray a presentare una nuova offerta, ma l’ostacolo principale rimane il gradimento del giocatore, poco attratto dall’idea di trasferirsi in Turchia nonostante la ricca proposta economica. Lo scorrere del tempo potrebbe indurlo a rivedere la sua posizione.
Amorim è disposto a gestire Leão e a metterlo nelle migliori condizioni se dovesse rimanere, ma lo considera un giocatore assolutamente cedibile. Il club ha bisogno di capire se la sua permanenza sia compatibile con il nuovo progetto tecnico.
Il timore, condiviso tra allenatore e dirigenza, è quello di avere in rosa un giocatore troppo concentrato su sé stesso. Il tecnico ha sempre chiarito che la collettività viene prima del singolo. La gestione del proprio futuro da parte di Leão, a partire da fine maggio, non è stata apprezzata dalla società e ha alimentato questi dubbi.





