Milan, il paradosso di Camarda: poco spazio con Amorim

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Cronache sport calcio
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“Francesco rimarrà con noi questa stagione, credo molto in lui”. Con queste parole, due mesi fa, l’allenatore Ruben Amorim aveva blindato Francesco Camarda dopo una doppietta in amichevole contro il Celtic. Una dichiarazione di fiducia che ha portato il club a designare il diciottenne come vice di Gonçalo Ramos, l’acquisto più oneroso della storia del Milan.

Il paradosso, però, è emerso nelle prime uscite ufficiali. Camarda ha visto il campo per appena cinque minuti, giocati contro la Lazio, diventando di fatto uno spettatore in un momento delicato per la squadra. La sua situazione stride con le difficoltà di Ramos e con i risultati recenti del Milan, sollevando interrogativi sulla sua gestione.

Amorim ha avviato la stagione con una logica di rotazione estesa a quasi tutta la rosa, con l’obiettivo di definire un undici titolare. L’allenatore ha dimostrato di non esitare a sostituire anche giocatori di primo piano. In questo contesto di ricerca di un’identità di gioco e di un’efficacia offensiva, le sue decisioni sono finite sotto osservazione.

L’attaccante titolare, Gonçalo Ramos, non sta attraversando un periodo brillante. Contro il Benfica, ad esempio, ha perso 16 palloni e non ha mai inquadrato la porta, mentre la squadra ha subito una sconfitta per 2-0. Durante la partita, Camarda è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti. Le ragioni di questa scelta non sono chiare: l’allenatore potrebbe non ritenerlo ancora pronto, oppure volerlo proteggere dalla pressione del momento negativo.

La fiducia tecnica, tuttavia, sembrava esserci. La scelta estiva di non acquistare un altro numero nove per lasciargli spazio ne è la prova più evidente. Questa decisione, unita alla scarsa forma di Ramos (un solo gol in cinque partite), rende l’esclusione di Camarda ancora più difficile da interpretare.

Il progetto del club sul giocatore appare comunque solido. Lo scorso luglio, Camarda ha rinnovato il suo contratto fino al 2031, insieme a un altro giovane talento, Comotto. La stessa proprietà, con il patron Gerry Cardinale, ha espresso chiaramente la volontà di valorizzare i talenti del vivaio, memore del caso di Simone Liberali, ceduto un anno fa e che il club ha tentato invano di riportare a Milano.

L’attesa per una vera opportunità, forse anche da titolare, sembra destinata a finire. È improbabile che Camarda possa risolvere da solo i problemi offensivi della squadra, ma la sua spensieratezza e la sua energia potrebbero rivelarsi ingredienti preziosi per il Milan di Amorim.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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