Le recenti prestazioni con il Portogallo hanno riacceso i riflettori su Gonçalo Ramos. L’attaccante del Milan ha segnato due gol in altrettante partite con la sua nazionale, prima contro la Norvegia e poi contro la Danimarca, dimostrando di poter riempire con efficacia il vuoto lasciato da una figura iconica come Cristiano Ronaldo.
In un contesto di transizione per l’attacco portoghese, Ramos ha sfruttato l’opportunità offerta dal commissario tecnico Roberto Martínez, che lo ha preferito nel ruolo di punta centrale. Le sue reti sono state una risposta diretta sul campo, consolidando la sua candidatura per un ruolo da protagonista. “Sono felice di aver contribuito e di rafforzare la mia posizione nel gruppo. Il mister ha tante opzioni di qualità”, ha commentato il giocatore.
Questa non è la prima volta che Ramos emerge in un momento chiave. Il precedente più significativo risale ai Mondiali del 2022 in Qatar. Negli ottavi di finale contro la Svizzera, l’allora CT Fernando Santos prese la decisione di lasciare in panchina Ronaldo, lanciando nella mischia il ventunenne Ramos per la sua prima partita da titolare in un Mondiale. La risposta fu straordinaria: una tripletta e un assist nel perentorio 6-1 con cui il Portogallo superò il turno.
Ora, con l’era di Cristiano Ronaldo in nazionale che sembra volgere al termine, per Ramos si sono aperte nuove prospettive. Dopo l’ultimo impegno con la selezione lusitana, tornerà a disposizione del Milan, dove il contesto è molto diverso. L’ambiente rossonero, e in particolare il suo tecnico, sperano che l’iniezione di fiducia derivata dai gol con il Portogallo possa innescare una svolta anche in campionato.
Finora, l’esperienza di Ramos al Milan è stata complessa. A fronte di un investimento di oltre settanta milioni di euro per il suo cartellino, il rendimento è stato inferiore alle attese: un solo gol e un assist in più di 500 minuti disputati in Serie A. Spesso è apparso isolato e poco incisivo, faticando a trovare la via del tiro in porta.
Il suo impegno, infatti, non è mai stato messo in discussione. La sua generosità in campo è apprezzata da compagni e allenatore. “Corre per tutta la partita, non si ferma mai”, ha affermato di recente un compagno di squadra, evidenziando le sue doti umane e la sua dedizione. A questa generosità, però, deve ora affiancare la concretezza sotto porta, l’elemento che trasforma un attaccante in un bomber decisivo. Il Milan attende il suo “bis”.







