Adel Taarabt ha annunciato il suo ritiro dal calcio professionistico. A 35 anni, il funambolico giocatore marocchino ha chiuso un capitolo importante della sua vita, comunicandolo con un messaggio toccante pubblicato sul proprio profilo Instagram. Si conclude così la parabola di un talento purissimo, un artista del pallone capace di giocate geniali la cui carriera è stata però spesso segnata da alti e bassi e da un potenziale non sempre espresso fino in fondo.
La sua avventura nel calcio europeo è iniziata in Francia, con la maglia del Lens, prima del precoce trasferimento in Premier League al Tottenham. È stato però con il Queens Park Rangers che il suo talento è esploso in modo dirompente, soprattutto nella stagione 2010-2011 in Championship, quando ha trascinato la squadra alla promozione con 19 gol e 21 assist, venendo eletto giocatore dell’anno della lega.
In quel periodo, Taarabt è sembrato destinato a diventare uno dei migliori trequartisti del panorama mondiale, grazie a un dribbling ubriacante e una visione di gioco superiore. Le sue prestazioni con il club londinese hanno attirato l’attenzione dei più grandi club europei, alimentando il mito di un giocatore tanto geniale quanto imprevedibile.
L’Italia lo ha accolto per due parentesi. La prima, nel gennaio 2014, lo ha visto approdare al Milan in prestito. Sotto la guida di Clarence Seedorf, ha avuto un impatto immediato, segnando un gol spettacolare all’esordio contro il Napoli e collezionando 4 reti in 16 presenze. Nonostante le buone prestazioni, il club rossonero non ha esercitato il diritto di riscatto.
È tornato in Serie A nel 2017 per vestire la maglia del Genoa. Con il Grifone ha vissuto una stagione e mezza, mostrando lampi della sua classe cristallina ma senza riuscire a trovare la continuità dei suoi anni migliori. La sua esperienza italiana rimane comunque un ricordo vivido per gli appassionati, che hanno potuto ammirare da vicino le qualità di un numero 10 d’altri tempi.
Una fase cruciale della sua carriera è stata quella al Benfica. Arrivato nel 2015, dopo un periodo iniziale difficile, è riuscito a reinventarsi sotto la guida tecnica di Bruno Lage, trasformandosi da trequartista anarchico a centrocampista centrale più disciplinato e completo. Con il club di Lisbona ha vinto un campionato portoghese e una Supercoppa, dimostrando una maturità inaspettata.
Le ultime tappe del suo percorso lo hanno portato negli Emirati Arabi Uniti, prima con l’Al-Nasr e infine con lo Sharjah FC. Nel suo messaggio di addio, ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno accompagnato. “Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato”, ha scritto. “Il calcio è stato una parte così importante della mia vita. Mi ha regalato ricordi meravigliosi”.
Un pensiero speciale è stato dedicato anche alla nazionale: “Rappresentare il Marocco avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Ci sono stati momenti belli e difficili, errori e serate fantastiche. È stato il mio percorso e non lo cambierei per nulla al mondo”. Con la selezione marocchina ha totalizzato 30 presenze e 4 reti, in un rapporto spesso complesso ma sempre carico di orgoglio.








