Il noto giornalista Carlo Pellegatti ha rilanciato una sua idea per il futuro assetto dirigenziale del Milan. Secondo la sua analisi, per consolidare il progetto tecnico affidato a Ruben Amorim e renderlo vincente nel tempo, è fondamentale l’inserimento di una figura di grande esperienza, un “uomo di campo” capace di fare da collante tra squadra, allenatore e società.
Questa figura è stata individuata con precisione nell’ex direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio. Pellegatti ha insistito sul suo nome, sottolineando come la sua recente separazione dal club nerazzurro rappresenti un’occasione. Dopo quasi trent’anni di militanza interista, Ausilio porta con sé un bagaglio di conoscenze e competenze nel calcio italiano che, secondo il giornalista, sarebbe un peccato non sfruttare.
Le parole di Pellegatti sono state dirette e non hanno lasciato spazio a interpretazioni, superando ogni logica di rivalità. “Non guardiamo ai trascorsi: io avrei preso Piero Ausilio un’ora dopo il suo addio all’Inter!”, ha dichiarato. La sua argomentazione si basa su tre pilastri: la profonda conoscenza del campionato, l’autorevolezza e la capacità di interfacciarsi con campioni di livello internazionale, gestendo le dinamiche complesse di uno spogliatoio.
Il suggerimento nasce dall’osservazione dell’andamento della squadra sotto la guida di Ruben Amorim, un percorso che ha alternato fasi positive a momenti di difficoltà. Per Pellegatti, questa discontinuità è legata alla mancanza di un dirigente che viva quotidianamente il centro sportivo, supportando l’allenatore nella gestione del gruppo e fungendo da punto di riferimento.
Un dirigente di questo tipo, infatti, non si occuperebbe solo di calciomercato, ma svolgerebbe un ruolo cruciale nella vita di tutti i giorni. Sarebbe una presenza costante a Milanello, un consigliere per l’allenatore, un interlocutore per i calciatori e un garante della cultura del club. La sua esperienza permetterebbe di affrontare le pressioni mediatiche e ambientali, proteggendo la squadra nei momenti più delicati.
L’esperienza di Ausilio è comprovata dai risultati ottenuti durante la sua lunga carriera all’Inter, dove ha contribuito alla costruzione di squadre competitive, inclusa quella che ha riportato lo Scudetto a Milano e ha raggiunto una finale di Champions League. La sua abilità nel mercato è riconosciuta da tutti gli addetti ai lavori e rappresenterebbe un valore aggiunto per qualunque club.
La proposta di Pellegatti ha quindi aperto un dibattito strategico sul futuro del Milan. La dirigenza dovrà valutare se l’attuale struttura sia sufficiente per supportare le ambizioni del club o se, come suggerito, sia necessario integrare una figura di comprovata esperienza. La scelta di un profilo come l’ex dirigente nerazzurro segnerebbe una chiara direzione verso un modello gestionale più radicato nel calcio italiano.


