Adrien Rabiot non si è mai formalizzato sul suo impiego tattico, dimostrando grande disponibilità verso le scelte del suo allenatore. Nelle scorse settimane, interpellato sul suo ruolo da trequartista, il giocatore ha confermato la sua flessibilità: “Dopo aver parlato col mister ci siamo detti che posso giocare sia nel centrocampo a due sia trequartista. È un ruolo che conosco e mi piace perché posso entrare in area e fare gol”.
Fino a poco tempo fa, l’allenatore Ruben Amorim ha utilizzato il francese prevalentemente alle spalle della punta. Questa scelta è nata più per necessità che per convinzione tattica. Con Pulisic a corto di minuti, il giovane Cisse da gestire con cautela e altri interpreti non ancora pronti o disciplinati per quella posizione, l’impiego di Rabiot in zona offensiva ha garantito un contributo essenziale.
La partita contro il Lecce, anticipata in parte da quella con la Lazio, ha però fornito un’indicazione chiara. Un giocatore completo come Rabiot, dotato di tecnica, intelligenza tattica, esperienza e visione di gioco, può essere schierato in diverse zone del campo, ma il suo rendimento ottimale si ottiene nelle posizioni a lui più congeniali.
In futuro, Rabiot non rimarrà vincolato esclusivamente alla mediana e ci saranno altre occasioni in cui verrà avanzato. Tuttavia, è risultato evidente a tutti, in primis ad Amorim, il suo straordinario apporto da centrocampista. Il tecnico portoghese, dopo aver sperimentato diverse rotazioni di uomini e posizioni, sta comprendendo l’importanza di affidarsi a certezze tattiche piuttosto che adattare a ogni costo i giocatori alle proprie idee.
La tesi è che in mediana Rabiot abbia avuto una resa superiore rispetto alla trequarti, specialmente per come la interpreta Amorim. Questo ruolo richiede di agire nei mezzi spazi e di sapersi girare rapidamente in spazi stretti, caratteristiche che non esaltano a pieno le qualità del francese.
Quando ha palla, Rabiot porta una presenza offensiva importante grazie al suo senso del gol e dell’assist, ma la sua rapidità di esecuzione è diversa da quella di un trequartista puro. Adrien eccelle negli inserimenti partendo da dietro, mentre fatica maggiormente a ricevere palla sui piedi con l’uomo addosso o spalle alla porta.
Quando agisce da centrocampista centrale, appare invece completamente a suo agio. Sa perfettamente quando sganciarsi in attacco, conosce i movimenti da compiere in relazione ai compagni come Modric, sa come supportare la manovra e allo stesso tempo proteggere la linea difensiva.
Sono tutte qualità di cui il Milan intende beneficiare il più a lungo possibile. La valorizzazione del suo ruolo naturale e il suo rendimento costante hanno portato la dirigenza a una naturale conseguenza: avviare le discussioni per il rinnovo del suo contratto.








