Yunus Musah ha sorpreso molti apparendo in campo con la maglia numero 10 della nazionale statunitense. Sebbene il valore simbolico dei numeri di maglia sia cambiato nel tempo, vedere un centrocampista di corsa e quantità con un numero tradizionalmente associato ai fantasisti ha destato curiosità. L’episodio è avvenuto durante la recente partita vinta per 4-1 dagli Stati Uniti contro il Perù.
La scelta del numero si lega a un incrocio di percorsi con il compagno di club Christian Pulisic. Quest’ultimo, abituale numero 10 della nazionale e assente per un recente infortunio, è rimasto a Milanello per proseguire il suo recupero, con il benestare dello staff tecnico rossonero. Musah, invece, ha completato un percorso di riabilitazione sportiva dopo una stagione complicata, tornando a essere un punto fermo della selezione americana. Nel 4-2-3-1 degli USA ha agito da centrocampista centrale al fianco di Tyler Adams, dimostrando grande solidità.
Questa centralità nel progetto tecnico si riflette pienamente anche nella sua esperienza al Milan. Il tecnico Amorim considera Musah un elemento insostituibile, poiché possiede caratteristiche uniche all’interno della rosa. La sua capacità di coprire ampie porzioni di campo, recuperare palloni e ripartire in velocità con strappi potenti lo rende fondamentale per gli equilibri della squadra. Per questo motivo è stato quasi sempre schierato titolare.
L’importanza del suo contributo è emersa in modo evidente anche quando è partito dalla panchina. Contro la Lazio, per esempio, il suo ingresso in campo all’inizio del secondo tempo ha cambiato radicalmente l’inerzia della partita, aumentando il livello di intensità e dinamismo di tutto il Milan. Anche se non è un giocatore propenso al gol, il suo lavoro oscuro è ritenuto preziosissimo dal suo allenatore, che difficilmente rinuncia al suo apporto.
La sua presenza è diventata un punto di partenza per definire l’assetto tattico del Milan. In un ipotetico centrocampo, la sua energia si sposa bene con la visione di gioco di un compagno come Modric, formando una cerniera a protezione dei trequartisti, ruolo che potrebbero occupare Rabiot e lo stesso Pulisic.
L’unico aspetto che genera qualche preoccupazione riguarda la gestione delle energie. Gli impegni con la nazionale non sono ancora terminati: gli Stati Uniti affronteranno ancora Cile, Messico e Canada. L’ultimo incontro è in programma nella notte italiana tra il 6 e il 7 ottobre, a ridosso della sfida di campionato che il Milan disputerà l’11 ottobre a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Una sua eventuale assenza in quell’ultima amichevole internazionale sarebbe certamente accolta con favore dallo staff tecnico rossonero.






