Milano, deturpato di nuovo il murale di Franco Baresi

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Cronache sport calcio
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Il murale dedicato a Franco Baresi in piazza Gino Valle a Milano è stato vandalizzato per la seconda volta. L’opera, creata dallo street artist Luca Rosada, era stata inaugurata da poco più di due settimane dopo un primo rifacimento completo, necessario a causa di un precedente atto vandalico.

Ignoti hanno deturpato l’immagine con vernice spray nera, colpendo il logo del club, la fascia da capitano e la Coppa dei Campioni. L’artista, 49 anni, si è detto incredulo e profondamente deluso, descrivendo il gesto come una “ferita al cuore” e una “violenza” all’immagine di un campione e della sua famiglia.

Rosada ha sottolineato di aver ricevuto solidarietà da parte di molti tifosi, anche di altre squadre, e ha escluso che l’autore possa essere un vero appassionato di calcio. Secondo lui, si tratta di un’azione compiuta da una “persona perfida” che non rispetta i valori dello sport e che forse si alimenta dello sdegno pubblico generato.

Nonostante l’amarezza, l’artista ha già confermato la sua intenzione di intervenire nuovamente. Ha annunciato che riparerà ancora il murale, questa volta sistemando unicamente le parti danneggiate senza rifare l’intera opera da capo. Non è stata ancora definita una data precisa per l’intervento di restauro.

L’episodio appare come un caso isolato di accanimento, piuttosto che un’espressione della rivalità cittadina, solitamente gestita con rispetto tra le tifoserie milanesi. Lo stesso Rosada ha ricordato che a poca distanza sono state imbrattate più volte anche le targhe della rotatoria intitolata a Herbert Kilpin, suggerendo l’azione di un singolo individuo.

L’artista ha spiegato che il progetto è nato da una sua iniziativa personale, senza alcun sostegno economico, e che si assume in prima persona rischi e responsabilità. Ha inoltre voluto precisare la natura trasversale del suo lavoro, che lo ha portato a omaggiare anche leggende di altri club, come Giacinto Facchetti e Valentino Mazzola, perché “l’arte non ha solo due colori, ma colori infiniti”.

L’opera è stata realizzata con la tecnica del paste-up, che consiste nello stampare l’immagine su carta per poi incollarla direttamente sulla superficie muraria. La progettazione e la realizzazione grafica richiedono circa una settimana di lavoro, mentre l’installazione sul posto è molto più rapida.

Infine, Rosada ha rivolto un messaggio diretto all’autore del gesto. Se dopo il primo danneggiamento aveva teso una mano, invitando il responsabile a collaborare alla riparazione in segno di perdono, questa volta il suo tono è cambiato. Ha definito l’individuo “imperdonabile e irrecuperabile”, affermando di non essere più disposto a porgere l’altra guancia di fronte a un simile accanimento.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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