L’amichevole disputata a Milanello tra Milan e Padova ha segnato il ritorno di Massimiliano Mirabelli nel centro sportivo rossonero, dove è stato direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica nella stagione 2017-18. Un periodo vissuto da protagonista durante il passaggio della proprietà da Fininvest al gruppo cinese guidato da Li Yonghong.
Quell’esperienza, sebbene durata solo quindici mesi, è rimasta impressa nella memoria collettiva. Mirabelli, arrivato al Milan dopo essere stato capo osservatore all’Inter, ha rappresentato una figura di rottura, consapevole fin dall’inizio della precarietà del suo ruolo in un contesto societario in piena transizione.
Insieme all’amministratore delegato Marco Fassone, ha orchestrato una delle più imponenti campagne acquisti nella storia del club. L’estate del 2017 ha visto l’arrivo di undici giocatori, tra cui Leonardo Bonucci, Hakan Calhanoglu, Franck Kessie, André Silva e Andrea Conti, per un investimento complessivo superiore ai 230 milioni di euro.
Questa rivoluzione ha generato un’enorme ondata di entusiasmo, ma i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. Molti nuovi acquisti si sono rivelati al di sotto delle attese, sebbene alcuni, come Kessie, si siano poi dimostrati fondamentali per i successi futuri del club, inclusa la vittoria dello scudetto nel 2022.
Il vero grande obiettivo di quel mercato sarebbe dovuto essere Pierre-Emerick Aubameyang, ma la trattativa non si è mai concretizzata. Nonostante i numerosi colpi, il capolavoro che Mirabelli ha sempre rivendicato con orgoglio è stato il complesso e sofferto rinnovo contrattuale di Gianluigi Donnarumma.
La sua gestione è ricordata anche e soprattutto per un retroscena clamoroso: la trattativa per portare Cristiano Ronaldo a Milano. L’ex ds ha raccontato di aver raggiunto un’intesa di massima con il giocatore e il suo agente, sfruttando alcuni problemi fiscali del portoghese con il Real Madrid.
Secondo la sua versione, lo stesso CR7 avrebbe dato il suo assenso al trasferimento. L’operazione, però, è stata bloccata in extremis dalla proprietà cinese, che ha ritenuto l’investimento troppo oneroso, facendo sfumare un acquisto che avrebbe cambiato la storia recente del club.
La stagione si è conclusa con un sesto posto in Serie A, il cambio in panchina da Montella a Gattuso e una pesante sconfitta in finale di Coppa Italia. L’avventura di Mirabelli al Milan è terminata nel luglio 2018, in seguito al passaggio della società al fondo Elliott, che lo ha sollevato dall’incarico.
Dopo un periodo lontano dai riflettori, è ripartito dal Padova nel gennaio 2022, contribuendo alla promozione del club in Serie B. L’amichevole a Milanello lo ha messo di fronte a un Milan profondamente diverso da quello che aveva lasciato.




