CASTELLAMMARE DI STABIA – La guerra dello Stato contro i clan dei Monti Lattari non conosce tregua. Un nuovo, durissimo colpo è stato inferto nelle ultime ore alle organizzazioni criminali che controllano il territorio tra Castellammare di Stabia e Pimonte, grazie all’operazione ad alto impatto denominata “Continuum Bellum 4”. Un nome, “Guerra Continua”, che descrive perfettamente la realtà di un’area dove la camorra tenta costantemente di riaffermare il proprio dominio e dove le forze dell’ordine rispondono con un’azione incessante e capillare.
L’operazione, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, ha visto ancora una volta l’impiego strategico dei militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori di “Sardegna”, unità d’élite specializzata nel perlustrare e stanare uomini e materiali nascosti nelle zone più impervie e inaccessibili. E proprio nell’entroterra stabiese, tra la fitta vegetazione che da sempre offre riparo a latitanti e nascondigli per le attività illecite, è avvenuto il primo, significativo ritrovamento.
Nascosto con cura tra i cespugli, pronto per essere recuperato al momento opportuno, i militari hanno rinvenuto un borsello. Al suo interno, un vero e proprio kit per lo spaccio: 117 grammi di marijuana, due involucri contenenti complessivamente 237 grammi di hashish e, soprattutto, 60 grammi di droga pesante, un mix letale di cocaina e crack. A conferma della destinazione della merce, è stato trovato anche un bilancino di precisione, strumento indispensabile per la preparazione delle dosi. Ma il dettaglio più inquietante è il ritrovamento di 31 proiettili di vario calibro. Munizioni senza un’arma corrispondente, un segnale che l’arsenale del clan è vasto e che le armi sono in circolazione, pronte all’uso.
Il raggio d’azione dei Carabinieri si è poi allargato, estendendosi fino al vicino comune di Pimonte, altro snodo cruciale per le rotte della droga e storica roccaforte di potenti famiglie malavitose. Qui, la fantasia dei criminali nel nascondere le proprie “riserve” ha dato prova di grande ingegno. Setacciando palmo a palmo il territorio, i Cacciatori hanno ispezionato tombini, tubi dismessi dell’acqua piovana e anfratti di antichi muretti a secco in tufo, pericolanti e insospettabili. Da questi nascondigli sono emersi altri 92 grammi di hashish e, soprattutto, un quantitativo enorme di cocaina e crack, per un totale di 571 grammi. Un tesoro che sul mercato al dettaglio avrebbe fruttato decine di migliaia di euro.
Il ritrovamento più allarmante, però, è stato quello di una pistola Revolver, perfettamente funzionante e con la matricola abrasa. Un’arma “pulita”, resa irrintracciabile e pronta a sparare. La pistola è stata immediatamente posta sotto sequestro e sarà ora affidata agli esperti del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) per gli accertamenti balistici. L’obiettivo è duplice: tentare di risalire, tramite tecniche sofisticate, al numero di matricola originale e, soprattutto, verificare se l’arma sia stata utilizzata in recenti fatti di sangue, agguati o rapine che hanno insanguinato la provincia.
Questo maxi-sequestro, datato 27 settembre 2026, non è solo un colpo economico per i clan, ma la conferma che la pressione dello Stato, con l’operazione “Continuum Bellum”, sta costringendo i malavitosi a frazionare e nascondere droga e armi in luoghi sempre più difficili da raggiungere, rendendo più complessa la loro logistica. La guerra, come suggerisce il nome dell’operazione, è tutt’altro che finita.







