Monza, Juric e la sconfitta: ‘Paghiamo la leggerezza’

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Cronache Mercato
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Una sconfitta che brucia, maturata al termine di una partita dai due volti. Il Monza è uscito battuto per 3-2 dal campo del Lecce, ma l’analisi del tecnico Ivan Juric al termine della gara ha messo in luce una narrazione complessa, lontana da quella che un semplice risultato potrebbe suggerire. L’allenatore ha espresso frustrazione non per la prestazione in sé, ma per l’ingenuità che è costata cara alla sua squadra.

Il paradosso della partita del Monza risiede nella fase difensiva. “Difensivamente non abbiamo concesso niente, il Lecce non ha mai tirato in porta”, ha dichiarato Juric, una frase forte che riassume il suo punto di vista. Secondo la sua analisi, la squadra ha controllato il gioco per lunghi tratti, senza mai soffrire le iniziative avversarie in manovra. La prova? “Non ricordo parate del nostro portiere”, ha sottolineato, a testimonianza di come gli avversari non siano riusciti a creare pericoli concreti da azione manovrata.

Eppure, il tabellino finale recita tre gol subiti. Juric ha individuato la causa in episodi specifici e in una generale “leggerezza”. “Abbiamo concesso tre gol con leggerezza, ma il calcio è così”, ha ammesso con amarezza. Il dito è stato puntato sulla mancanza di “cattiveria” agonistica, soprattutto nelle situazioni decisive. “Loro avevano cattiveria nell’attaccare sui piazzati e noi poca cattiveria nel difendere”, ha spiegato, evidenziando una differenza di atteggiamento che ha deciso la partita.

Sul fronte offensivo, il rammarico è forse ancora maggiore. Il Monza ha costruito molto, mettendo più volte in difficoltà la difesa salentina. “Nel primo tempo abbiamo avuto sei grandi occasioni da gol”, ha rivelato il tecnico. La squadra ha dimostrato di saper creare, ma non di saper concretizzare con la dovuta freddezza, trovando sulla sua strada un portiere, Falcone, che “ha fatto grandi parate al di là dell’errore”, diventando un fattore nel risultato.

Il tecnico ha poi tracciato un profilo chiaro della sua squadra: “giovane e pimpante, gioca bene a calcio”. Le qualità tecniche e tattiche non sono in discussione, come ribadito dallo stesso allenatore: “La squadra gioca un ottimo calcio, lo abbiamo dimostrato”. Il problema è un altro, di natura mentale: “se non diventa più cattiva non si va lontano”.

Un monito chiaro sulla necessità di una crescita caratteriale per poter competere a un livello superiore. “Stiamo pagando gli errori individuali ma il calcio è questo”, ha concluso Juric. L’obiettivo futuro è già fissato: “Lavoreremo su determinate situazioni. Se alziamo il livello, possiamo migliorare”.

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