Muore dopo una laparoscopia al Cardarelli: inchiesta aperta. Sequestrata la salma della 24enne di Afragola

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Francesca Tucci
Francesca Tucci

NAPOLI – E’ stata posta sotto sequestro la salma di Francesca Tucci, giovane di 24 anni, originaria di Afragola, deceduta all’alba di ieri all’ospedale Cardarelli, dove era stata ricoverata e sottoposta a un intervento chirurgico in laparoscopia. La misura è stata disposta nell’ambito delle indagini avviate dopo la denuncia presentata dai familiari, profondamente sconvolti dalla tragedia.

Secondo quanto ricostruito, l’operazione era stata eseguita nella serata di mercoledì, iniziata intorno alle 20.40 dopo le procedure preparatorie per l’anestesia e conclusa circa un’ora più tardi. Successivamente, però, sarebbero sopraggiunte complicanze post-operatorie che hanno reso necessario un ulteriore intervento chirurgico. Nonostante i tentativi dei medici, la situazione clinica della giovane è peggiorata fino al decesso, avvenuto nella mattinata successiva in terapia intensiva.

La notizia della morte ha raggiunto i familiari mentre si trovavano in sala d’attesa, provocando profondo dolore e incredulità. Subito dopo, i parenti hanno presentato una denuncia presso il commissariato, facendo scattare gli accertamenti della polizia. Gli agenti del Commissariato Arenella hanno quindi proceduto al sequestro della salma e dell’intera documentazione clinica della paziente, che sarà ora al centro delle verifiche disposte dall’autorità giudiziaria.

La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta per far luce sull’accaduto. La salma è stata messa a disposizione del pubblico ministero per l’autopsia, mentre la cartella clinica è già stata acquisita e confluirà nel fascicolo d’indagine. Gli inquirenti dovranno ricostruire con precisione la sequenza degli eventi clinici, valutando eventuali responsabilità o criticità nelle procedure sanitarie adottate.

Nel frattempo, l’Azienda ospedaliera ha espresso cordoglio e vicinanza ai familiari della giovane paziente attraverso una nota ufficiale. L’ospedale ha precisato che la donna si era sottoposta a un delicato intervento il 29 giugno e che, a seguito di complicanze post-operatorie, era stato necessario un re-intervento, nonostante il quale il decesso si è verificato poche ore dopo in terapia intensiva. La direzione sanitaria ha inoltre comunicato di aver attivato tutte le procedure istituzionali previste, sia a livello regionale che ministeriale, per gli approfondimenti del caso.

La vicenda ha profondamente colpito la comunità di Afragola, dove la giovane viveva, e riaccende l’attenzione sul tema delle complicanze post-operatorie e della gestione dei casi clinici complessi in ambito ospedaliero. In attesa degli esiti dell’autopsia e delle indagini della magistratura, resta il dolore dei familiari e l’interrogativo su quanto accaduto nelle ore successive all’intervento. Le prossime settimane saranno decisive per chiarire la dinamica dei fatti e stabilire se il decesso sia stato conseguenza di un’evoluzione clinica imprevedibile o se vi siano eventuali profili di responsabilità medica da accertare. Preziosi elementi potranno essere forniti dall’autopsia che verrà effettuata sulla salma della giovane deceduta nell’ospedale Cardarelli.

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