Napoli, Hojlund isolato: solo 15 tocchi in area

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Cronache sport calcio
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La vita del centravanti a Napoli si è rivelata più complessa del previsto per Rasmus Hojlund. Acquistato per sfruttare la sua capacità di attaccare la profondità, l’attaccante danese si è ritrovato a interpretare un ruolo diverso, spesso costretto a giocare spalle alla porta per favorire l’inserimento dei compagni. Un percorso di adattamento iniziato con la precedente gestione tecnica e che prosegue, con alcune varianti, anche sotto la guida di Massimiliano Allegri.

Nonostante una maggiore libertà di movimento, la fase offensiva della squadra ha mostrato un’involuzione che ha penalizzato proprio il numero 19. I dati sono eloquenti: nelle prime sei partite ufficiali della stagione, Hojlund ha toccato appena 15 palloni dentro l’area di rigore. Un dato statisticamente molto basso che certifica il suo isolamento.

Il confronto con gli attaccanti delle altre squadre di vertice rende la situazione ancora più chiara: Lautaro Martinez dell’Inter ha raggiunto quota 48 tocchi in area, mentre Donyell Malen della Roma è a 47, più del triplo. Persino giocatori come Anastasios Douvikas del Como e Randal Kolo Muani della Juventus hanno totalizzato più del doppio dei suoi palloni giocati in zona calda. È evidente la necessità di invertire la rotta per ridare slancio all’attacco.

La solitudine di Hojlund è certificata anche dalla natura dei suoi gol. Le due reti segnate fin qui sono arrivate al termine di iniziative personali, con conclusioni da fuori area, e non come finalizzazione di un’azione corale. Il Napoli fatica a trovarlo negli spazi giusti e l’attaccante si trova spesso a combattere in un lavoro dispendioso e logorante contro le difese schierate.

Le difficoltà del danese sono lo specchio di un attacco che non decolla. Con appena 7 reti segnate in sei partite, la squadra ha registrato uno dei peggiori inizi di stagione dell’era De Laurentiis. L’allenatore Allegri ha analizzato il momento parlando di “scelte sbagliate negli ultimi venticinque metri”, suggerendo che il problema non sia solo la mancanza di rifornimenti ma anche la gestione del pallone in fase di rifinitura.

Ora il tecnico avrà il compito di trovare una nuova chiave tattica per riaccendere Hojlund e l’intero reparto. Si lavorerà per migliorare l’organizzazione della manovra e la qualità dell’ultimo passaggio. La prossima sosta per le nazionali potrebbe essere un’opportunità preziosa per studiare soluzioni e rimettere l’attaccante al centro del progetto e, soprattutto, dell’area di rigore.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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