
NAPOLI – Il Napoli è in crisi. Dopo un’altra notte da incubo per gli azzurri, travolti anche dal Porto, iniziano le riflessioni. E’ una Champions avara di soddisfazioni per il Napoli, arrivato alla terza sconfitta in quattro gare europee a dimostrazione di come la stagione in corso, sia nata sotto una cattiva stella. Massimiliano Allegri è arrivato alla settima sconfitta in 14 partite ufficiali. Decisamente troppe, anche per una squadra che ha tante attenuanti come quella partenopea. E’ ovvio che adesso il presidente Aurelio De Laurentiis apra i ragionamenti su che cosa sia meglio per il Napoli.
Tutti i discorsi, soprattutto quelli relativi alla panchina, verranno affrontati dopo il match di domenica al Maradona contro la Lazio capolista. Affronterà i biancocelesti una formazione rimaneggiata, ricca di assenze e con poche energie sia fisiche che mentali. Ieri in Portogallo la squadra di Allegri ha resistito per 70 minuti, dopo di che ha alzato bandiera bianca. A dire la verità prima che i lusitani dilagassero, fissando il risultato sul 4-1, il Napoli non era nemmeno dispiaciuto. E’ vero anche che nella ripresa, come spesso accade nella stagione in corso, gli azzurri sono spariti dal campo, facendosi schiacciare dagli avversari. Sì, è giusto dire che le assenze stanno penalizzando oltremodo i partenopei. Ieri il Porto si è potuto permettere 5 cambi che hanno tenuto alto il ritmo della squadra, mentre gli azzurri arrancavano.
Dalla panchina imbottita di ragazzini Allegri ha potuto pescare soltanto Giovane, Lang e Lucca, ovvero tre calciatori che hanno quasi sempre deluso le aspettative. E infatti è successo anche ieri. Il vero motivo, però, per il quale il Napoli è incappato in un’emorragia di sconfitte è la fragilità in fase difensiva. Che giochi a tre, a quattro e addirittura a 5, la squadra di Allegri, davanti agli attacchi degli avversari, si scioglie come burro. Realizzare un gol contro gli azzurri, ormai, è diventato un gioco da ragazzi. Ieri i partenopei hanno subito altre quattro reti, due da calcio d’angolo e l’ultima su un rigore causato da Rafa Marin, che si è fatto anche espellere. L’acuto di McTominay per il momentaneo 1-1 nel finale del primo tempo è stato soltanto un’illusione.
















