Un fiume di persone, ecco la buona politica

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Il corteo a Napoli di venerdì scorso nella giornata dello sciopero generale chiamato dal sindacato di base USB – con tante adesioni – è stato un successo bellissimo. Decine di migliaia di persone, ben oltre la metà giovani, soprattutto studenti e studentesse delle scuole e delle università. Un fiume umano di buona politica. Una profonda boccata di ossigeno democratico. L’ho attraversato tutto il corteo, c’era tanta bella Napoli: ragazzi, giovani, cittadine e cittadini, associazioni, comitati, sindacati di base, reti civiche.

La politica di palazzo assente e distante. Verso la fine del corteo mi sono messo in testa e mi sono fermato, ho voluto vedere passare tutto il corteo e leggere cartelli, striscioni e manifesti, nonché ascoltare parole, slogan e grida. Tutti contenuti belli, forti e condivisibili: dallo scenario internazionale, le guerre, il genocidio del popolo palestinese, al quadro nazionale con duri e puntuali attacchi al governo Meloni, ma anche nessuno sconto ad un’opposizione debole e poco credibile.

Quanta distanza tra palazzo e popolo. In primo piano anche la voglia di mettere Napoli al centro con il suo popolo e le lotte necessarie per i diritti. Il corteo è stato totalmente pacifico. Il filo che unisce temi e lotte è la necessaria attuazione della Costituzione e l’attacco ad un sistema – politico, istituzionale ed economico – che calpesta diritti e tradisce la democrazia. Basta guerre, al centro la pace; su i salari e giù le armi; più lavoro e meno rendite finanziarie; più beni comuni e meno speculazioni private; tutela della natura e contrasto ai cambiamenti climatici; salute e non morte; sanità pubblica, scuola ed università pubbliche con strumenti e risorse adeguate. Se il potere tradisce, l’indignazione e la ribellione sono un dovere.

Se il potere sceglie l’abuso del diritto, la giustizia costituzionale è lo scudo per respingere i proiettili istituzionali. Il governo risponde con la repressione, chi non si piega risponde con la Costituzione. Il governo criminalizza il dissenso, il dissenso diviene ubbidienza costituzionale. Napoli con le sue energie positive saprà rispondere alle tossine istituzionali, schivare i cecchini istituzionali e dovrà anche cambiare molto presto il governo della città che ha scelto di stare dalla parte sbagliata della storia. Quando la democrazia è in pericolo, quando i diritti costituzionali sono traditi, quando la città viene colpita, il popolo sa da che parte andare. Ora, riprendiamoci il nostro.

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