Napoli, lavoro nero e sicurezza: scattano sequestri, denunce e sanzioni

Guardia di Finanza
Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

NAPOLI – I militari del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro di Napoli coadiuvati da quelli delle locali Stazioni, hanno effettuato numerosi controlli in laboratori tessili ed esercizi commerciali gestiti da imprenditori di etnia cinese e bengalese per contrastare lo sfruttamento dei lavoratori in “nero” e salvaguardare la sicurezza nei luoghi di lavoro.
In particolare nella zona di Terzigno, Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano, Volla e Pompei i militari dell’Arma hanno ispezionato 3 laboratori di confezionamento di capi d’abbigliamento gestiti da altrettanti cittadini cinesi riscontrando numerose violazioni penali ed amministrative e sequestrando i 3 opifici e i relativi macchinari per le gravi carenze igienico-sanitarie riscontrate. Denunciati 2 imprenditori cinesi ritenuti responsabili di aver assunto cittadini stranieri sprovvisti del permesso di soggiorno e per aver violato norme sulla sicurezza e sull’igiene nei luoghi di lavoro. L’attività dei carabinieri ha permesso di controllare 11 laboratori tessili e pubblici esercizi gestiti da extracomunitari, 8 dei quali risultati irregolari per violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e per aver impiegato manodopera sprovvista di un regolare contratto di lavoro. Sono stati sequestrati 3 laboratori tessili per gravi carenze igienico sanitarie. Elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di 80mila euro circa e ammende per violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro per un totale di 270mila euro circa. Sono stati presi 7 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale per aver impiegato manodopera in “nero” in percentuale superiore al 20% di quella controllata; denunciato per violazione delle nome sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e per aver impiegato manodopera clandestina priva del permesso di soggiorno 5 imprenditori, 4 dei quali di nazionalità cinese ed uno bengalese e, infine, sono stati controllati 53 lavoratori di cui 18 in “nero” e 3 clandestini.

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