Nato: nasce nuova Alleanza, Russia è minaccia e Cina sfida, più forze Usa in Ue

Il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, al centro, apre la prima sessione plenaria del vertice della NATO a Madrid, mercoledì 29 giugno 2022. Foto Bertrand Guay, Piscina tramite AP

MADRID (SPAGNA) – È il vertice del rilancio della Nato, dopo che “Putin ha mandato in frantumi la pace in Europa” e “ha creato la più grande crisi alla sicurezza europea dopo la Seconda guerra mondiale”. A dodici anni dall’ultimo Concetto Strategico i leader dei 30 paesi dell’Alleanza approvano un nuovo manifesto che stabilisce il suo ruolo nel panorama globale attraversato da incertezza e minacce.

E la spinta più forte arriva da Washington: il presidente degli Stati Uniti Joe Biden annuncia un aumento delle forze americane in Europa, tra cui l’Italia. “Si tratta di 70 militari americani in più e un sistema di difesa anti aerea”, ha rivelato il premier Mario Draghi in un punto stampa, spiegando che è “un assestamento già in programma”. Gli Usa implementeranno anche un sistema di difesa aerea che andrà a rinforzare il fianco orientale dell’Alleanza.

Al momento “non c’è il rischio escalation, ma bisogna essere pronti”, ha rimarcato Draghi, mentre l’Italia si prepara con uno schieramento di quasi 10mila unità, come confermato dal presidente del Consiglio. “Abbiamo assunto il comando Nato in Bulgaria, aiutiamo anche la Romania e c’è un pattugliamento aereo dei Baltici in corso già da vari mesi – ha precisato -. Le forze che verranno mandate in Bulgaria e in Ungheria sono di circa 2 mila soldati, 8 mila sono invece di stanza in Italia, pronti, eventualmente fosse necessario”.

Per far fronte alla minaccia russa le forze di intervento rapido dell’Alleanza passeranno da 40mila a 300mila, da dispiegare entro il 2023 e sarà “sarà una combinazione di forze schierate, in particolare al confine orientale, dove selezioneremo in tutto circa 40.000 soldati nel comando diretto della Nato, ma poi la maggior parte di queste forze sarà a casa”, ha spiegato Stoltenberg. Nella nuova bussola che guiderà l’azione dell’Alleanza almeno per il prossimo decennio la Russia viene definita “la minaccia più significativa e diretta alla sicurezza degli Alleati e alla pace e stabilità nell’area euro-atlantica”.

Ma è forse il riferimento alla Cina quello più audace e meno aspettato. Nonostante alcune resistenze da parte di alcuni paesi, tra cui la Gran Bretagna, gli alleati hanno menzionato Pechino come uno dei paesi che “sfidano i nostri interessi, la nostra sicurezza e i nostri valori e cercano di minare l’ordine internazionale basato sulle regole”. Pechino, tuttavia, si è affrettato a dire Stoltenberg, non è un nostro avversario.

Dopo l’accordo di ieri con la Turchia, i leader dell’Alleanza atlantica hanno dato il via libera anche all’adesione di Svezia e Finlandia, che ora dovrà essere ratificata dai parlamenti dei 30 paesi. “È un momento importante per la Nato perché l’alleanza si allarga e la presenza dell’Europa vi aumenta”, ha sottolineato Draghi, e “si arriva a una corrispondenza tra Unione europea e Nato “ma anche di una sua complementarietà con la difesa Nato”.

In molti però si interrogano sul pegno che si è pagato ad Ankara per far togliere il veto ai due nuovi paesi. Erdogan, che si dice soddisfatto del vertice, ha chiesto a Svezia e Finlandia l’estradizione, in tutto, di 33 militanti, 17 del Partito dei lavoratori del Kurdistan e 16 dell’organizzazione di Feto, considerate entrambe dalla Turchia organizzazioni terroristiche. Un tema spinoso che non riscuote tanto successo in Europa, visto che tra i bersagli di Ankara ci sono anche le milizie curde Ypg che hanno combattuto l’Isis in Siria al fianco dell’Occidente e che non è riconosciuta nell’Ue come un’organizzazione terroristica.

Il premier Draghi interrogato sul tema ha invitato i giornalisti a rivolgere queste domande su un punto così importante alle parti svedese e finlandese. Il primo ministro, che ha definito la giornata “storica”, ha assicurato il sostegno difensivo dell’Italia a Helsinki e Stoccolma fino a quando non saranno coperte dalla difesa dell’articolo 5 della Nato e conferma la validità della mutua assistenza tra i paesi Ue offerta dall’articolo 42.7 del Trattato istitutivo Ue. Stasera la cena al Prado con gli altri leader, ospitata dal premier spagnolo Pedro Sànchez. Subito dopo Draghi partirà per Roma per presiedere il cdm sul caro-bollette, mentre il ministro della Difesa Guerini chiuderà l’ultima giornata di vertice.(LaPresse)

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