Nicola Berti: i miei ritiri tra Inter, Baggio e Vasco

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Cronache sport calcio
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L’ex calciatore Nicola Berti ha rievocato i ritiri estivi della sua carriera, un mondo lontano da quelli attuali, definiti “blindati e di una noia mortale”. Tra il 1982 e il 1999, con Parma, Fiorentina e Inter, ha vissuto i raduni come un’occasione per fare gruppo, unendo fatica e divertimento.

Ha spiegato che un tempo era tutto più ‘leggero’ e a misura d’uomo. C’era più spazio per i giocatori e per i tifosi, con cui si entrava in contatto durante gli allenamenti o nelle passeggiate serali. L’atmosfera era quella di una gita scolastica, dove gli scherzi servivano a cementare lo spogliatoio.

Molti aneddoti risalgono al suo periodo all’Inter di Giovanni Trapattoni, “il miglior allenatore avuto”. A Cavalese, Berti sceglieva i film in VHS per la squadra e ha ricordato le reazioni furiose dei compagni quando faceva interrompere la proiezione per rispondere a una telefonata. “Li sentivo urlare e insultarmi”, ha raccontato.

In quegli anni, per gli spostamenti si usavano dei furgoni e uno di questi lo guidava proprio lui, divertendosi a “sgasare” con i compagni a bordo. Anche i rigorosi tedeschi come Klinsmann, Matthaus e Brehme, ha svelato, partecipavano al clima goliardico con gavettoni e scherzi.

Un ricordo speciale lo lega a Roberto Baggio, quando entrambi diciottenni arrivarono alla Fiorentina. Durante un ritiro, sentirono la musica di un concerto e decisero di andare. “Era Vasco Rossi, non ancora famosissimo”, ha svelato Berti, ricordando come spiccassero tra la folla con le tute della squadra.

Il rapporto con il pubblico era diretto. Dopo cena si passeggiava per il paese e la gente si avvicinava per un saluto o una foto, senza filtri. Un contatto umano che manca nei ritiri moderni, dove i calciatori sono isolati. Ha anche accennato con leggerezza agli incontri con le ragazze: “Qualcuna si invitava in albergo a fare due chiacchiere”, ha ammesso.

Infine, ha sottolineato la differenza nelle amichevoli. Si giocava contro squadre locali e a volte Trapattoni chiamava ragazzi del posto per completare la rosa. “Oggi si fa sul serio fin da subito”, ha concluso Berti, “e questo non fa che aumentare il carico di pressioni per la stagione”.

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