MUGNANO DI NAPOLI – I carabinieri della Compagnia di Marano di Napoli, Nucleo operativo e radiomobile, hanno arrestato Luca Signoriello (nella foto), 26 anni, residente a Mugnano di Napoli. Il giovane è ritenuto responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di cessione. Al termine dell’udienza di convalida, il giudice ha disposto per lui l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, accogliendo la richiesta avanzata dall’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord. Il pubblico ministero aveva invece richiesto l’applicazione di una misura custodiale. Secondo la ricostruzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, il 26enne sarebbe stato sorpreso in flagranza di reato nel corso dell’intervento dei militari. Gli accertamenti avrebbero portato al sequestro complessivo di 71 dosi di cocaina e crack, oltre a un frammento di hashish. Nel dettaglio, sarebbero state rinvenute 57 dosi di crack, per un peso lordo complessivo di circa 15,95 grammi, e 14 dosi di cocaina, per un peso lordo di circa 4,31 grammi. A queste si aggiungerebbe un frammento di hashish del peso lordo di 0,28 grammi.
Nel corso delle operazioni, i carabinieri avrebbero inoltre trovato 835 euro in contanti, tre telefoni cellulari, alcuni fogli e un’agenda. Secondo
l’ipotesi accusatoria contenuta negli atti della Procura, la documentazione rinvenuta conterrebbe nomi e cifre che sarebbero riconducibili
a contatti e presunte cessioni di sostanze stupefacenti. Per gli inquirenti, ulteriori elementi a sostegno dell’ipotesi di detenzione finalizzata
alla cessione sarebbero rappresentati dal frazionamento della sostanza in numerose dosi e dalle modalità con cui sarebbe stata occultata. Gli
investigatori hanno quindi ricostruito un quadro che, secondo l’accusa, sarebbe compatibile con una possibile attività di spaccio.
Signoriello, inoltre, risulta gravato da un precedente specifico risalente al 2025, per il quale aveva riportato una condanna a pena sospesa. Un elemento che è stato preso in considerazione nell’ambito della vicenda giudiziaria, ma che non ha impedito al giudice, in sede di convalida, di disporre una misura meno afflittiva rispetto a quella richiesta dalla pubblica accusa. La vicenda si trova comunque
ancora nella fase iniziale del procedimento. Le contestazioni formulate dalla Procura costituiscono accuse che dovranno essere sottoposte al
vaglio dell’autorità giudiziaria nel prosieguo dell’iter processuale. La responsabilità pena- le dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva, nel rispetto della presunzione di innocenza.










