NOMI. Nei campi per pochi euro: 10 indagati. Fino a 80 lavoratori reclutati in strada, trasportati su furgoni e sorvegliati durante la raccolta

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Caporalato
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VILLA LITERNO – Dieci indagati, quattro dei quali raggiunti da misure cautelari. È il risultato dell’inchiesta sul caporalato in provincia di Caserta condot ta dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, coor dinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Pierpaolo bruni. Un’indagi ne durata oltre due anni che descrive braccianti reclutati in strada, accompagnati nei campi su furgoni fatiscenti e impiegati fino a quattordici ore al giorno, con compensi di po chi euro e sotto il controllo dei presunti caporali.

Le misure, eseguite ieri mat tina, a Villa Literno e Mon dragone, sono state disposte dal gip orazio rossi. Per mohammed ben Hammad, 66 anni, di Mondragone, è scattato l’obbligo di dimora nel comune. Per Leonard Istrefi, 28 anni, di Villa Literno; Sa tpal Singh, 48 anni, e Hari bhushan, 30 anni, entrambi senza fissa dimora, il giudice ha disposto l’obbligo di presen tazione giornaliera ai carabi nieri.

Il gip ha rigettato le restanti richieste cautelari. Sono inda gati a piede libero agostino Salzano, 38 anni, e mirjeta lusha, 43 anni, di Villa Li terno; ergys Plaku, 37 anni, e costantino esposito, 48 anni, di Napoli; boukhari derbali, 52 anni, di Trentola Ducenta; e boubaker monir, 45 anni, di Falciano del Massico. Al centro del principale filo ne figura Agostino Salzano, titolare dell’omonima azienda agricola. Secondo l’accusa, avrebbe impiegato braccianti in condizioni di sfruttamento, avvalendosi di altri soggetti incaricati di reclutare, traspor tare e controllare la manodope ra. Chi? Lusha, Ben Hammad, Plaku e Istrefi, ipotizza l’accu sa, avrebbero fatto da interme diari, reclutatori e conducenti; a Bhushan, Singh ed Esposito vengono attribuiti compiti di sorveglianza nei campi e tra sporto.

Il sistema, secondo gli investi gatori, ha fatto leva sul biso gno di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno e di altre fonti di reddito, costretti, nella ricostruzione accusato ria, ad accettare le condizioni imposte anche per sostenere le famiglie nei Paesi d’origine. Stando ai numeri dati dalla Procura, si tratta di settan ta-ottanta braccianti al giorno, trasportati anche su mezzi de stinati alle merci. La raccolta degli ortaggi sarebbe durata dodici-quattordici ore conti nuative, talvolta sette giorni su sette, senza regolare contratto. Le paghe sarebbero state com prese tra 80 centesimi e 1,50 euro a cassetta, oppure tra tre e quattro euro l’ora. Per chi rice veva un compenso giornaliero, sarebbero stati previsti 30 euro per i nuovi lavoratori e 50 per quelli impiegati da più tempo.

Non soltanto retribuzioni e tur ni. Secondo gli investigatori, i braccianti non avrebbero po tuto assentarsi per malattia né comunicare al telefono durante il lavoro. Avrebbero raccolto sotto la pioggia e durante la canicola, senza adeguate prote zioni. Il controllo dei presunti caporali si sarebbe accompa gnato alla minaccia di perde re l’impiego in caso di scarsa resa, malattia o mancata fuga all’arrivo delle forze dell’ordi ne. L’atto descrive inoltre lavorato ri costretti a restare piegati du rante la raccolta, senza potersi rimettere in posizione eretta se non nella pausa pranzo, e l’as senza di acqua e servizi igieni ci. Contestate anche carenze nel le visite mediche preventive e nella fornitura dei dispositivi di protezione.

Un episodio specifico riguarda il controllo del 15 ottobre 2024 a Casal di Principe, durante il quale i militari avrebbero ri scontrato condizioni di sfrutta mento per circa quaranta brac cianti. I fatti del principale capo di accusa sono collocati dal mag gio 2024 nei territori di Capua, Pignataro Maggiore, San Tam maro, Grazzanise, Casal di Principe e Calvi Risorta.

Un distinto episodio di pre sunto sfruttamento riguarda Boubaker Monir, detto ‘Mudì’. Secondo la contestazione, avrebbe reclutato e trasportato lavoratori per conto di un uomo indicato come Luigi, non identificato nell’atto. Anche in questo caso vengono descritti impieghi senza contratto, com pensi inadeguati e mancanza di protezioni, acqua e servi zi igienici. L’accusa richiama inoltre un’aggressione del 12 settembre 2022: Monir avreb be picchiato il bracciante Ade Emmanuel dopo che questi aveva reclamato il pagamento della retribuzione.

L’indagine si è sviluppata at traverso osservazioni, pedina menti, sopralluoghi, intercet tazioni e riprese fotografiche e video, anche con droni. I lavoratori che hanno fornito dichiarazioni utili sono stati collocati in località protette e accompagnati verso percorsi di inserimento sociale e lavo rativo. Ai controlli hanno contribui to l’Ispettorato territoriale del lavoro di Caserta e l’Organiz zazione internazionale per le migrazioni, nell’ambito del progetto Alt Caporalato Tre, fi nanziato dal Fondo Fami 2021 2027.

Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità restano da accertare e tutti gli indagati sono innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.

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