Jannik Sinner ha deciso di concludere in anticipo la sua stagione tennistica per concentrarsi sul recupero da un infortunio. L’atleta si è fermato per curare una tendinopatia alla bandelletta ileo-tibiale della gamba destra, un problema che lo condizionava da tempo.
L’obiettivo principale è tornare competitivo per la stagione australiana. Per gestire il percorso riabilitativo, Sinner si è affidato a un team di specialisti di alto profilo. La scelta è ricaduta sull’ortopedico Herbert Schoenhuber, figura di grande esperienza e presidente onorario della commissione medica della Federazione Italiana Sport Invernali (FISI), l’ambiente sportivo da cui Sinner stesso proviene.
Su indicazione di Schoenhuber, il tennista si è recato a Lione per una consulenza con il chirurgo ortopedico Bertrand Sonnery-Cottet. In Francia, Sinner si è sottoposto a un trattamento di “PRP” (plasma ricco di piastrine), una procedura che utilizza il sangue del paziente per favorire i naturali processi di riparazione dei tessuti, concentrando le piastrine e infiltrandole nella zona interessata.
Il piano di recupero esclude, per il momento, l’intervento chirurgico. La notizia migliore è che la terapia sarà conservativa e si concentrerà su un programma di rinforzo muscolare mirato. Il potenziamento della muscolatura è infatti considerato il trattamento più efficace per le tendinopatie, poiché fornisce stimoli riparativi al tendine e ne migliora la funzionalità.
Per circa un mese, Jannik Sinner non giocherà a tennis e si dedicherà esclusivamente al programma riabilitativo. Trascorrerà un periodo di riposo con la famiglia prima di riprendere il lavoro, probabilmente presso strutture specializzate come il J Medical, dove aveva già svolto parte della preparazione.
Superata questa prima fase, potrà gradualmente tornare ad allenarsi sul campo. La preparazione invernale sarà fondamentale per arrivare pronto agli appuntamenti in Australia. A differenza delle stagioni precedenti, il suo staff potrebbe programmare l’arrivo in Oceania con maggiore anticipo, includendo la partecipazione a un torneo di avvicinamento, come l’ATP di Brisbane, prima dell’Australian Open.








