Oaktree cerca un club satellite per l’Inter in Europa

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Cronache sport calcio
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Il fondo di investimento Oaktree, proprietario dell’Inter, ha avviato uno studio per l’acquisto di un secondo club europeo da integrare nella strategia di crescita nerazzurra. Si tratterebbe di una società che milita in un campionato straniero, pensata come piattaforma per lo sviluppo e la valorizzazione dei giovani calciatori.

La ricerca si concentra su un club con una valutazione economica accessibile, specializzato nel coltivare giovani talenti e con margini di crescita nel medio termine. Questa nuova entità diventerebbe un partner strategico della prima squadra, creando un percorso di crescita strutturato per i giocatori provenienti dal settore giovanile.

Il progetto si salderà con la nuova Under 23, un’altra iniziativa voluta da Oaktree. Mentre le due squadre si alleneranno presto nello stesso centro sportivo, il passaggio diretto dalla squadra giovanile alla prima squadra rimarrà complesso. Un club satellite offrirà quindi un trampolino intermedio, fondamentale per la maturazione agonistica dei prospetti più interessanti.

Questa strategia espansiva dimostra l’orizzonte a lungo termine del fondo americano in Italia e nel mondo dello sport. Gli interessi di Oaktree non si limitano infatti al calcio, con un coinvolgimento attivo in dossier come Nba Europe e un interesse per l’ingresso come soci di minoranza nell’Olimpia Milano.

Al momento, la dirigenza interista si trova in una fase esplorativa, analizzando club esteri con il potenziale per essere acquisiti. L’intenzione è di individuare l’occasione giusta per poi puntare a completare l’operazione nel corso della prossima stagione, in modo da renderla operativa per le future finestre di mercato.

L’analisi geografica si è concentrata su campionati specifici, considerati veri e propri laboratori di talento. Portogallo, Belgio, Olanda e Svizzera sono i tornei osservati con maggiore interesse, grazie anche a normative più flessibili sul tesseramento di giocatori extracomunitari.

I dati confermano la validità di questa scelta. Secondo analisi del CIES, tra il 2014 e il 2023 una percentuale altissima dei ricavi da trasferimenti dei club portoghesi (91%), olandesi (90%) e belgi (87%) è derivata da cessioni all’estero. Un’altra ipotesi valutata è la Segunda División spagnola, considerata una porta d’accesso privilegiata al mercato sudamericano.

L’operazione dovrà comunque tenere conto delle normative UEFA sulla multiproprietà, che vietano a due club dello stesso proprietario di partecipare alla medesima competizione europea. Sono inoltre previsti limiti ai prestiti tra società collegate e un attento controllo sul valore effettivo dei trasferimenti.

Il modello di business, tuttavia, è già stato ampiamente testato. Il City Football Group ha costruito una galassia di club attorno al Manchester City, includendo il Palermo. La Red Bull ha reso il Salisburgo un serbatoio per il Lipsia, mentre BlueCo utilizza lo Strasburgo per far maturare i giovani del Chelsea.

Anche in Italia esistono esempi simili. Il Krause Group, proprietario del Parma, ha recentemente acquisito il Casa Pia, club della prima divisione portoghese. Si tratta di una strategia consolidata, funzionale a creare valore e a ottimizzare la gestione dei talenti nel calcio moderno.

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