Operazione della Dia in Italia e all’estero: duro colpo alla ‘ndrangheta

L'Operazione Platinum - Dia si inserisce nell’attività di contrasto alla criminalità organizzata di matrice 'ndranghetista posta in essere dalla Procura distrettuale di Torino e dalle diverse articolazioni investigative che operano sul territorio nazionale

Foto LaPresse - Marco CantileNapoli, 30/01/2016CronacaOmicidio di camorra nel quartiere di Ponticelli. Colpito Mario Volpicelli, 50 anni, cognato del boss Ciro Sarno.Nella foto: la scena del crimine, con il corpo a terra della vittima, presidiata da polizia e carabinieri

TORINO – Imponente operazione antimafia internazionale partita da Torino e che ha visto impegnate autorità giudiziarie e forze di polizia di Italia, Germania, Spagna e Romania, in un’azione comune contro la ‘ndrangheta e le sue proiezioni in Europa.

L’operazione

In Italia, Germania, Romania e Spagna, sono state eseguite 33 misure cautelari in carcere emesse dai Tribunali di Torino e Costanza nei confronti di altrettanti soggetti accusati, a vario titolo, di gravi delitti fra i quali associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, riciclaggio, intestazione fittizia di beni, estorsione ed altri reati, aggravati dalle modalità mafiose. Sono stati perquisiti, oltre alle persone arrestate, altri 65 indagati, nonché sottoposti a sequestro preventivo beni costituiti da compendi aziendali, immobili, autoveicoli, conti correnti bancari e postali, per un valore di diversi milioni di euro.

Ad operare è stato un dispositivo composto da 200 tra donne e uomini della Direzione Investigativa Antimafia e un centinaio di unità della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, con il supporto di unità cinofile, elicotteri e militari del Reggimento Genio Guastatori di Caserta, 500 agenti tedeschi della Polizia Criminale, della Polizia Economico Finanziaria e della SEK, nonchè uomini delle polizie spagnola e rumena.

Operazione Platinum

L’Operazione Platinum – Dia si inserisce nell’attività di contrasto alla criminalità organizzata di matrice ‘ndranghetista posta in essere dalla Procura distrettuale di Torino e dalle diverse articolazioni investigative che operano sul territorio nazionale, e trae origine dalle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, discendente di due delle famiglie più influenti della ‘ndrangheta aspromontana – Agresta/Marando – egemoni anche in Piemonte e Lombardia, rilasciate alla Procura distrettuale di Torino a partire dall’autunno del 2016.

Sequestrate diverse attività nel Torinese: la torrefazione Caffè Millechicchi e il bar VIP’S di Torino, una rivendita tabacchi con sede a Volpiano nel settore ristorazione, nel settore immobiliare G.P. Immobiliare e nel settore dell’edilizia la società General Costruzione.

Indagini e sequestri

Le attività di intercettazione si sono rivelate essenziali per decapitare il vertice di un potente sodalizio sanluchese, armato ed aggravato dal vincolo mafioso, facente capo alla famiglia Giorgi ‘Boviciani’ di San Luca (Reggio Calabria), e ricostruire le dinamiche criminose ed acquisire importantissimi riscontri in ordine ad un ingente traffico di sostanze stupefacenti tra l’Olanda, la Germania, la Spagna e l’Italia, gestito dalla famiglia Giorgi, i cui profitti risulterebbero investiti in attività commerciali, soprattutto in territorio tedesco.

E’ stata evidenziata la gestione, da parte dei membri della famiglia Giorgi, della cassa comune in cui affluivano depositi di denaro contante in Piemonte e Calabria, della logistica per il trasporto del narcotico e del denaro provento del traffico, nonché della rete di comunicazione criptata all’interno della quale i sodali comunicavano facendo spesso ricorso ad anonimi nickname.

E’ stata inoltre eseguita una misura cautelare nei confronti di un appartenente alla Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa di Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, figura di fiducia dei Giorgi, nonché acquirente di sostanza stupefacente dagli stessi. La stessa misura è stata eseguita con la collaborazione del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria.

(LaPresse)

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome