Paolini sulla protesta: “Pronti a boicottare gli Slam”

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Jasmine Paolini è tornata al Foro Italico, luogo di un suo recente trionfo, per difendere i titoli di singolare e di doppio conquistati con Sara Errani. La numero otto del mondo si è presentata all’appuntamento romano dopo un periodo complesso, ma determinata a ritrovare il suo miglior tennis.

Tornare sui campi che l’hanno consacrata ha riacceso emozioni e ricordi. “Mi sono resa davvero conto di quello che sono riuscita a fare”, ha dichiarato la tennista, sottolineando l’affetto del pubblico come una spinta importante.

La vittoria passata comporta però una grande pressione e molti punti da difendere nel ranking. Paolini ha spiegato di voler gestire la situazione vivendo giorno per giorno, senza caricarsi di aspettative eccessive. “Cerco di concentrarmi sugli allenamenti e di stare meglio in campo, alzando il livello. Le vittorie sono il risultato dell’impegno quotidiano”.

Ha poi parlato dei mesi difficili, in cui non sempre è riuscita a mantenere un approccio positivo. “Si è innescato un circolo vizioso”, ha ammesso. “Ora sto cercando di tornare competitiva ad alto livello, perché è quello che amo. Bisogna avere fiducia in sé stessi anche quando le cose non vanno come si vorrebbe”.

Un elemento chiave nel suo percorso recente è il rapporto con Sara Errani, sua compagna di doppio e ora anche coach. Paolini ha descritto un anno di crescita e consapevolezza, che l’ha portata a definire un nuovo equilibrio nel suo team. “Siamo diversissime, ma ammiro la sua infinita passione e dedizione”, ha raccontato.

Il confronto con Errani, soprattutto sul piano tattico, l’ha aiutata a comprendere meglio alcune dinamiche di gioco. “Ci confrontiamo tanto. A volte la faccio ammattire”, ha scherzato, “ma ho le idee chiare su quello che voglio”.

Il tema centrale è stata però la protesta dei giocatori contro i tornei del Grande Slam. Paolini, tra i firmatari della lettera inviata al Roland Garros, ha chiarito le rivendicazioni. “Chiediamo una migliore distribuzione dei guadagni”, ha affermato, respingendo l’accusa di avidità.

Le richieste non riguardano solo assegni più sostanziosi, ma anche tutele fondamentali come pensioni, maternità e un sistema di welfare che ATP e WTA già forniscono, a differenza degli Slam. “Stanno crescendo tanto ed è giusto che i guadagni vengano redistribuiti meglio. Non è possibile che a un loro +30% corrisponda per noi un aumento del 2% del prize money”.

La battaglia, ha precisato, è condotta soprattutto per i giocatori più giovani che devono affrontare spese ingenti per costruirsi una carriera. Di fronte a questa situazione, un’azione drastica non è più un tabù. “Il boicottaggio non è da escludere. Forse per la prima volta siamo davvero tutti uniti e andiamo nella stessa direzione”.

Nella lotta è coinvolto anche Jannik Sinner, definito da Paolini “un giocatore e una persona straordinaria”, fondamentale per la crescita del movimento tennistico italiano. Infine, un pensiero sul recente incontro al Quirinale con il Presidente Mattarella: “È stato un onore. Il Presidente è il nostro portafortuna, speriamo venga a vederci”.

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