Francesco Passaro ha ritrovato la via del successo, conquistando due tornei Challenger consecutivi a Maia e Palermo. Una doppietta che segna una vera e propria rinascita per il tennista, reduce da un periodo estremamente complesso segnato da infortuni e da un grave lutto familiare.
L’atleta ha raccontato le difficoltà affrontate, a partire da un infortunio al polso che lo aveva fermato dopo aver raggiunto la posizione numero 89 del ranking mondiale. Un secondo stop fisico, unito alla dolorosa perdita del padre, ha messo a dura prova la sua carriera e il suo equilibrio personale. “Grazie alla mia famiglia e al mio team sono riuscito a rientrare”, ha spiegato Passaro, sottolineando come la tranquillità e la fiducia siano state riconquistate gradualmente.
Un passo fondamentale in questo percorso è stato il cambio di guida tecnica, con l’inizio della collaborazione con Stefano Pescosolido. L’obiettivo era affidarsi all’esperienza di un ex top 50 per migliorare la lettura delle partite e la gestione dei momenti cruciali. Inizialmente, il lavoro si è concentrato più sugli aspetti mentali e personali che su quelli tecnici, a causa delle difficoltà che Passaro stava attraversando.
“Adesso che le cose stanno andando meglio, avremo più tempo per lavorare sulla parte tecnica e tattica”, ha dichiarato il tennista, riconoscendo di avere ampi margini di miglioramento. Per affrontare la componente mentale, ha inoltre intrapreso un percorso con una psicologa, un passo importante per elaborare il suo vissuto e liberare il suo potenziale in campo.
Al di là dei trofei, il traguardo più significativo per Passaro è un altro: “Quello che mi fa più piacere è essere finalmente tornato a divertirmi e a sorridere in campo”. Una gioia ritrovata che si fonda anche sugli insegnamenti del padre, un grande lottatore che cercava sempre il lato positivo e non si arrendeva mai.
Guardando al futuro, l’obiettivo a breve termine è mantenere l’atteggiamento e la qualità di gioco dimostrati di recente per competere con continuità nel circuito ATP e rientrare tra i primi cento giocatori del mondo. L’ambizione più grande, però, è quella di spingersi fino alla top 20. A supportarlo in questa risalita c’è un team completo, che include il preparatore Davide Cortelazzo, il fisioterapista Giacomo Naldi e la mental coach Sara Bordo, oltre al sostegno fondamentale della sua famiglia e della fidanzata Angela.








