Darderi si candida per la Coppa Davis: Sono pronto

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Sport tennis
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Luciano Darderi ha lanciato la sua candidatura per la Coppa Davis. Il tennista italo-argentino, numero 23 del mondo, si è detto pronto a rispondere a una eventuale chiamata del capitano Filippo Volandri per la Final 8 di Bologna, in programma dal 24 al 29 novembre, dove l’Italia difenderà il titolo senza Jannik Sinner. “Se il capitano mi chiamerà, risponderò presente”, ha dichiarato Darderi.

Il giocatore ha confermato di essere in ottima forma per la volata conclusiva della stagione. “Quest’anno per fortuna sto molto meglio, sono al 100% fisicamente”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di evitare infortuni. “Anche mentalmente sto bene, sono contento e ho ancora energia per il finale di stagione”.

L’attesa per una possibile prima convocazione è vissuta con serenità. “Io sono pronto. So che ci sono tanti giocatori forti, quindi vedremo chi meriterà di più secondo il capitano”, ha affermato Darderi. La sua fiducia deriva anche dai notevoli progressi compiuti sul cemento, superficie su cui si disputeranno le finali. “Quest’anno sono cresciuto anche sul cemento, dimostrando di non essere solo un terraiolo”.

I risultati ottenuti agli Australian Open e agli Us Open, dove ha raggiunto gli ottavi di finale perdendo solo contro Zverev e Sinner, testimoniano il suo salto di qualità. “Sono felice che il mio livello sia salito su questa superficie. Questo è molto importante se in futuro voglio entrare in top 10”, ha aggiunto, evidenziando la necessità di continuare a giocare più tornei sul veloce. Per migliorare ulteriormente, Darderi punta a perfezionare la risposta al servizio.

Nonostante sia nato in Argentina, il suo legame con l’Italia è profondo e radicato. “Venivo molto spesso a Fano, dove viveva mio nonno. Mio padre ha fatto il maestro di tennis a Roma per 25 anni. Sono molto legato all’Italia”, ha raccontato. Giocare per la Nazionale rappresenta un sogno coltivato fin da bambino.

Darderi ha rievocato con affetto i suoi esordi nel tennis italiano, ricordando un torneo Under 10 a L’Aquila. “C’eravamo tutti: Cobolli, Gigante e io. Ci conosciamo da più di quindici anni”. Ha poi sottolineato con orgoglio la crescita della sua generazione, quella del 2002, che vede tre giocatori (lui, Flavio Cobolli e Lorenzo Musetti) tra i primi 30 del mondo.

Guardando al futuro, l’obiettivo è la top 10. “È una questione di tempo e di lavoro. Bisogna continuare a faticare sul campo”, ha detto, citando gli insegnamenti del padre e allenatore Gino. Altri traguardi includono la qualificazione alle ATP Finals e la vittoria in un Masters 1000.

Infine, Darderi ha parlato dell’importanza della sua compagna, Catalina, nella sua vita e carriera. “Da quando sto con lei le cose vanno bene sul campo. Noi tennisti siamo molto soli. È molto importante avere una persona accanto, che ti capisca, ti sostenga e ti trasmetta serenità”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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