Pestaggio e insulti razzisti a Castel Volturno: vittima accerchiata, minacciata e poi colpita con calci, pugni e un casco

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Giuseppe D'Angelo
Giuseppe D'Angelo
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CASTEL VOLTURNO – Un’altra pagina di violenza giovanile, con gli insulti razzisti sullo sfondo e un’aggressione che, secondo la Procura, sarebbe nata e proseguita in un clima di minacce, odio e sopraffazione. Il litorale domizio non è nuovo a episodi del genere e l’inchiesta chiusa dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ne consegna un nuovo spaccato, ora destinato alle valutazioni successive dell’autorità giudiziaria.

Il pm Chiara Esposito ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a Giuseppe D’Angelo (nel tondo), 29 anni, di Castel Volturno, difeso dall’avvocato Ferdinando Letizia. Il procedimento riguarda l’aggressione avvenuta il 14 settembre scorso ai danni di un uomo di origini straniere. Nel fascicolo compaiono anche tre minorenni, per i quali procede separatamente la Procura presso il Tribunale per i minorenni di Napoli.

Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe raggiunto la vittima nei pressi del distributore Eni sulla Domiziana (nella foto), all’altezza di via Settembrini, mentre stava rientrando a casa. Prima le minacce e gli insulti a sfondo razziale, poi l’escalation. In particolare, uno dei minorenni avrebbe rivolto alla persona offesa frasi gravemente offensive e discriminatorie, annunciando l’intenzione di bruciare la sua comunità.

D’Angelo, sempre secondo la Procura, avrebbe raggiunto sul posto gli amici, rafforzando la condotta del gruppo e impedendo alla vittima di fuggire. La contestazione più grave riguarda poi l’aggressione fisica. L’uomo sarebbe stato colpito con calci e pugni in varie parti del corpo, in particolare all’addome e al volto. Secondo l’impostazione accusatoria, uno dei minori lo avrebbe colpito anche con il casco, mentre D’Angelo gli avrebbe sferrato un pugno al volto quando la vittima era già inerme a terra.

Le lesioni refertate sono pesanti: trauma cranico non commotivo, trauma al gomito destro, trauma facciale, escoriazioni e frattura dell’osso nasale, con una prognosi di trenta giorni. La Procura contesta l’aggravante dell’aver agito in più persone riunite, con l’uso di un’arma impropria e per finalità di discriminazione e odio etnico o razziale.

L’indagato, da ritenere innocente fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile, potrà ora presentare memorie, chiedere di essere interrogato o produrre elementi difensivi.

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Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

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