Il paragone con Freddy Adu, l’iconico statunitense famoso più per la sua precocità che per una carriera di successo, è venuto naturale. Cavan Sullivan ha infatti superato Adu stabilendo il record per il debutto più giovane nella storia della MLS a soli 14 anni e 293 giorni. Con questo esordio, avvenuto nel luglio 2024, è diventato il più giovane atleta ad aver mai partecipato a una partita ufficiale di una lega professionistica americana.
Tuttavia, gli appassionati sperano che i paragoni si fermino qui e che il classe 2009 possa davvero diventare la prossima stella del calcio mondiale. I primi approcci con il calcio professionistico sono stati estremamente positivi: a 16 anni ha già segnato 6 gol e fornito 5 assist nel massimo campionato statunitense, una lega in costante crescita.
Nato a Philadelphia il 28 settembre 2009, Sullivan è cresciuto nell’Academy dei Philadelphia Union, dove è entrato all’età di dieci anni. In questa stagione ha messo insieme 23 presenze in MLS, con un bilancio complessivo che, includendo tutte le competizioni, sale a 9 reti e 9 assist in 29 partite. Le sue recenti prestazioni hanno mostrato un’ulteriore crescita: contro Cincinnati ha servito tre passaggi vincenti, mentre contro San Diego ha realizzato un pregevole gol di tacco.
La sua personalità è emersa anche fuori dal campo. Un’esultanza in cui ha imitato il celebre rituale di LeBron James ha fatto il giro del mondo, così come la sua reazione durante una partita contro l’Inter Miami, quando ha difeso il fratello maggiore Quinn Sullivan da un fallo avversario, rimediando un’espulsione ma dimostrando grande carattere.
Il calcio è una tradizione di famiglia. Il padre Brendan e la madre Heike sono stati entrambi calciatori, così come i suoi fratelli Quinn, Declan e Ronan. Mancino di 170 cm, fin da piccolo ha avuto come modello Alexis Sánchez, ispirandosi al suo stile di gioco.
È un talento puro a cui piace ricevere palla tra le linee, puntare l’avversario e rischiare la giocata, sia per concludere personalmente sia per servire i compagni. Viene schierato come trequartista o come esterno destro a piede invertito. Il suo approccio offensivo lo porta talvolta a perdere qualche pallone di troppo, un aspetto su cui potrà sicuramente migliorare.
Il suo potenziale non è passato inosservato. Il Manchester City ha anticipato la concorrenza internazionale assicurandoselo con un’operazione da cinque milioni, inserendo una clausola nel suo contratto con gli Union. Questa clausola prevede il suo passaggio definitivo al club inglese al compimento dei 18 anni.
Anche la nazionale statunitense, guidata da Mauricio Pochettino, lo tiene d’occhio in vista del Mondiale 2030. Grazie alle origini della madre, Sullivan potrebbe in teoria rappresentare anche la Germania. Possedendo il passaporto tedesco, avrebbe potuto trasferirsi in Europa già a 16 anni, ma si è preferito lasciarlo crescere nel suo ambiente.
Resta da capire come il City Football Group gestirà il suo inserimento. Un approdo diretto in Premier League è un’opzione, ma non è da escludere un percorso più graduale. Per facilitare il suo adattamento al calcio europeo, potrebbe essere girato in prestito a una delle società satellite del gruppo.
Club come Palermo, Girona, Lommel o Troyes rappresentano una soluzione ideale per permettergli di accumulare esperienza prima del grande salto. La speranza è che il suo percorso confermi le enormi aspettative, evitando il destino di altri talenti precoci che non sono riusciti a esprimere appieno il loro potenziale.




