PIEDIMONTE MATESE (CE) – Avrebbe approfittato del silenzio che avvolge un cantiere edile di notte per fare razzia di attrezzature e materiali preziosi, colpendo un luogo dal forte valore simbolico: una scuola dell’infanzia in fase di ristrutturazione. Un furto che non solo ha causato un ingente danno economico, ma ha anche minacciato di rallentare i lavori destinati ai più piccoli della comunità matesina. Le indagini serrate dei Carabinieri della Stazione di Piedimonte Matese hanno però dato un volto e un nome al presunto responsabile: un uomo del posto di 50 anni, classe 1976 e già con precedenti specifici, è stato denunciato in stato di libertà con la pesante accusa di furto aggravato.
L’operazione dei militari è scattata a seguito della denuncia sporta dal titolare dell’impresa edile impegnata nei lavori presso l’istituto scolastico. L’imprenditore, recatosi al cantiere, si era trovato di fronte a un’amara sorpresa: durante la notte, qualcuno si era introdotto nell’area di lavoro, portando via un bottino cospicuo e variegato. La lista del materiale sottratto era lunga e dettagliata: componenti cruciali dell’impianto elettrico, tra cui pannelli industriali e, soprattutto, una grande quantità di cavi in rame, materiale particolarmente appetibile sul mercato nero. Oltre a questo, erano sparite dieci stadie in alluminio, fondamentali per le misurazioni e la posa in opera, e un’intera gamma di utensili da lavoro che rappresentano il pane quotidiano per gli operai: martelli, mazzette, carriole, secchi e numerose prolunghe elettriche.
Ricevuta la segnalazione, i Carabinieri hanno immediatamente avviato un’attività investigativa a tutto campo. La svolta, tuttavia, è arrivata dall’analisi certosina dei filmati registrati dal sistema di videosorveglianza presente nell’area. L’occhio elettronico aveva immortalato le fasi del colpo, fornendo agli inquirenti elementi decisivi per l’identificazione del sospettato. Incrociando le immagini con le informazioni già in loro possesso relative a soggetti noti per reati contro il patrimonio, i militari sono riusciti a stringere il cerchio attorno al 50enne.
Una volta raccolti sufficienti indizi, è scattata la perquisizione presso il domicilio dell’uomo. All’interno dell’abitazione, i Carabinieri hanno rinvenuto una parte della refurtiva: diversi attrezzi da lavoro e alcune delle stadie in alluminio che erano state rubate dal cantiere. Il materiale recuperato, dopo il riconoscimento di rito, è stato immediatamente restituito al legittimo proprietario, permettendo almeno in parte di limitare il disagio per l’impresa.
Nonostante il successo dell’operazione, il danno economico residuo a carico dell’azienda edile resta significativo, quantificato in circa 5.000 euro per tutto il materiale, in particolare il rame, che non è stato possibile recuperare e che con ogni probabilità era già stato rivenduto.
Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Come da prassi, è fondamentale sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la colpevolezza dell’indagato potrà essere considerata tale solo a seguito di una sentenza di condanna definitiva.










