Pnrr, da Ue primi 25 miliardi all’ Italia. Draghi: “Avanti con le riforme, spendere con onestà”

Il primo assegno era atteso, e alla fine è stato staccato.

ROMA – Il primo assegno era atteso, e alla fine è stato staccato. La Commissione europea ha erogato all’Italia a titolo di prefinanziamento 24,9 miliardi di euro, pari al 13% dell’importo totale stanziato a favore del paese in sovvenzioni e prestiti nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza. La Commissione, infatti, via via autorizzerà l’erogazione di ulteriori fondi in funzione della realizzazione degli investimenti e delle riforme previsti da ‘Italia Domani’, il Piano per la ripresa e la resilienza (Pnrr) dell’Italia. Il paese riceverà complessivamente 191,5 miliardi di euro nel corso della durata del Pnrr (68,9 miliardi di euro in sovvenzioni e 122,6 miliardi di euro in prestiti).

“L’Italia è uno dei primi paesi a ricevere il prefinanziamento – ha spiegato il presidente del Consiglio, Mario Draghi -. Questo deve incoraggiarci a proseguire sul percorso di riforme tracciato e approvato dal Parlamento quattro mesi fa a larga maggioranza”. Nei primi sei mesi di governo, ha ricordato il premier, il Parlamento ha approvato la governance del Pnrr, le riforme della Pa e degli appalti e importanti semplificazioni normative. “Il Governo – ha quindi annunciato – presenterà la riforma della concorrenza e la delega per la riforma del fisco”. “L’assegnazione di queste ingenti risorse richiama tutti noi al senso di responsabilità nei confronti degli impegni presi verso noi stessi, verso il nostro futuro e verso l’Europa – ha concluso l’ex numero uno della Bce -. Vogliamo una ripresa duratura, equa e sostenibile: dobbiamo perciò spendere in maniera efficiente e onesta”.

Il piano ‘Italia Domani’ prevede sei missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; rivoluzione verde e transizione ecologica; infrastrutture per una mobilità sostenibile; istruzione e ricerca; inclusione e coesione; salute. Inoltre, sarà integrato con il Piano nazionale per gli investimenti complementari, con risorse aggiuntive pari a 30,6 miliardi. “Con la prima erogazione di fondi a favore dell’Italia si avvia una ripresa duratura nel paese – ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen -. L’Ue è stata al vostro fianco con piena solidarietà durante la crisi e continuerà ad esserlo quando inizieranno a delinearsi giorni migliori. ‘Italia Domani’ presenta il livello di ambizione necessario per fare del paese un motore di crescita per tutta l’Europa, perché per un’Europa forte serve un’Italia forte”. Per il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, il prefinanziamento arrivato “è un primo passo concreto e tangibile per avviare gli investimenti e le riforme che l’Italia si è impegnata a realizzare: un sistema di mobilità più verde e più sostenibile, un aumento delle energie rinnovabili, la digitalizzazione delle imprese, la diffusione del 5G e della banda ultra larga, una pubblica amministrazione più efficiente e un contesto imprenditoriale più attraente e competitivo. Si tratta di un’opportunità unica per l’Italia di rilanciare l’economia e costruire un futuro sostenibile per le prossime generazioni”. Un’opportunità, certo, ma anche una sfida per un paese che storicamente ha dimostrato di faticare non poco sul tema. Stavolta, però, bisognerà saper spendere correttamente tutti i fondi indirizzandoli verso obiettivi ben precisi. Il Mef ha assicurato di essere “in prima linea” e “adotterà tutte le misure necessarie per assicurare il raggiungimento degli obiettivi e dei risultati del Pnrr nei tempi previsti”. 

“Tutte le istituzioni – ha evidenziato in una nota – devono cooperare per il proficuo utilizzo delle risorse del Piano, a beneficio delle generazioni future. Lasciare in eredità un Paese migliore: questo è l’impegno che il Governo intende portare avanti attraverso la collaborazione e il confronto con tutte le parti interessate”.

LaPresse

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