La storica rivalità tra i due calciatori più iconici della loro generazione ha superato da tempo i confini del campo di gioco, diventando un racconto epico fatto di record, Palloni d’Oro e un confronto a distanza costante. Un nuovo capitolo di questa saga sportiva è emerso, aggiungendo una dimensione spirituale e profondamente personale al loro dualismo. Un aneddoto, finora sconosciuto, ha gettato una nuova luce su quanto fosse sentita la competizione.
La rivelazione è arrivata dalle pagine del settimanale “Maria con te”, edito dal Gruppo San Paolo. Secondo la rivista, la vigilia della finale dei Mondiali del 2014 in Brasile è stata un momento di grande tensione non solo per i finalisti, ma anche per il campione portoghese. Mentre l’Argentina del suo eterno rivale si preparava ad affrontare la Germania per il titolo più prestigioso, lui si è raccolto in un momento di profonda preghiera.
Il fuoriclasse si è rivolto a una statua della Madonna di Fatima, figura a cui è notoriamente devoto, con una richiesta tanto specifica quanto sorprendente. Ha implorato una grazia speciale: che la nazionale Albiceleste, guidata dal suo antagonista storico, non riuscisse a conquistare la coppa. La sua speranza era che il sogno iridato dell’argentino venisse infranto sul più bello, negandogli la consacrazione definitiva con la sua nazionale.
La storia ha poi seguito un copione che ha, di fatto, esaudito quella preghiera. La finale, disputata al Maracanã di Rio de Janeiro, è stata una partita tesa e bloccata, risolta solo nei tempi supplementari. Al minuto 113, un gol di Mario Götze ha consegnato la vittoria alla Germania, lasciando l’Argentina e il suo capitano in un mare di delusione. Quel gol ha sancito la vittoria tedesca e, indirettamente, ha realizzato il desiderio espresso dal suo grande rivale.
Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio della fede vissuta dal calciatore. Non è un segreto che sia un cattolico praticante. In passato ha dichiarato pubblicamente la sua devozione, spiegando la sua abitudine di frequentare la chiesa ogni settimana. “Ringrazio sempre il Signore per tutto ciò che mi dà. Non Gli chiedo nulla, Lo ringrazio soltanto per aver protetto la mia famiglia e i miei amici”, ha affermato in un’intervista.
Questa sua dichiarazione di non chiedere mai nulla a Dio stride con l’aneddoto del 2014, ma potrebbe indicare la straordinarietà della situazione. La possibilità che il suo rivale vincesse il Mondiale, l’unico grande trofeo che mancava a entrambi, deve averlo spinto a fare un’eccezione, trasformando la competizione sportiva in una supplica personale. Dimostra come, anche per un atleta abituato a controllare ogni aspetto della propria performance, esistano variabili che si affidano a una dimensione superiore.








