PD Caserta, blitz per il 2027: Donatella Andrisani candidata sindaco. Ora la resa dei conti con gli alleati.

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Donatella Andrisani
Donatella Andrisani
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Una mossa studiata per sparigliare le carte e imporre un nome e un metodo. La politica casertana, ancora assopita in un lungo letargo post-estivo, è stata scossa nella tarda serata di ieri da un vero e proprio terremoto politico. Il Partito Democratico cittadino ha rotto gli indugi e, con un’accelerazione improvvisa che sa di prova di forza, ha calato sul tavolo la sua carta per le amministrative del 2027: Donatella Andrisani.

La scena è la sede del coordinamento cittadino. Qui si consuma l’atto finale di un percorso interno evidentemente ben ponderato. Una larga maggioranza dei componenti si è riunita e ha approvato un documento di indirizzo politico. Un verdetto unanime, quasi a voler lanciare un messaggio plastico di compattezza a chi, dentro e fuori dal partito, potesse nutrire dubbi sulla linea del segretario Nicola Lombardi. Il documento non è una semplice dichiarazione di intenti, ma un atto formale, previsto dallo statuto, che designa la Andrisani come proposta ufficiale del PD per la carica di primo cittadino.

Il percorso è chiaro: anticipare i tempi, occupare lo spazio politico e costringere gli alleati della coalizione di centrosinistra a giocare su un terreno già definito dai Dem. La proposta, infatti, non è definitiva, ma verrà portata come “offerta” al tavolo della coalizione, convocato per il prossimo 22 settembre. Una data che ora assume i contorni di una vera e propria resa dei conti. Gli alleati accetteranno la candidata imposta dal partito di maggioranza o si aprirà una crepa, forse insanabile, nel fronte progressista?

Le parole del segretario cittadino, Nicola Lombardi, suonano come un proclama di vittoria. “Il voto unanime conferma la compattezza del circolo e la solidità del percorso che stiamo costruendo”, dichiara. Non un semplice commento, ma un avvertimento a potenziali franchi tiratori e correnti dissidenti. Lombardi parla di “direzione chiara e condivisa”, un passo verso una “proposta politica credibile”. Ma è nel passaggio sulla strategia che si cela il vero cuore del progetto: la costruzione di una lista “autorevole e discontinua rispetto al passato”.

“Discontinuità”: è la parola d’ordine. Un’abiura neanche troppo velata delle passate gestioni e delle figure che le hanno incarnate. L’obiettivo è coinvolgere “competenze riconosciute e sensibilità civiche”, allargando il perimetro oltre i soliti noti. Parallelamente, è stato annunciato l’avvio immediato del lavoro sul programma, un cantiere che dovrà blindare la candidatura Andrisani con contenuti e progetti concreti.

Lombardi, infine, tende la mano, ma con il piglio di chi sa di avere il coltello dalla parte del manico: “Il PD di Caserta intende portare avanti questo percorso con pieno spirito di collaborazione con la coalizione… e con il livello provinciale, regionale e nazionale del Partito”. Un richiamo all’ordine e alla filiera istituzionale, a significare che la mossa ha ricevuto, con ogni probabilità, benedizioni che arrivano da Napoli e forse anche da Roma.

La partita per il futuro di Caserta è ufficialmente iniziata. Il PD ha sparato il primo, pesantissimo colpo. Ora la palla passa agli alleati. Il 22 settembre si capirà se il blitz del Partito Democratico sarà stato l’inizio di una cavalcata trionfale o il detonatore di una guerra fratricida nel centrosinistra. La città, per ora, osserva in silenzio.

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