Quarto, la centrale delle truffe agli anziani: “Sono il maresciallo”, così svuotavano i conti. Quattro arresti

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

QUARTO – Una vera e propria centrale del crimine informatico, un call center allestito in un anonimo appartamento per orchestrare truffe e prosciugare i conti correnti di ignari anziani in tutta Italia. È quanto hanno scoperto e smantellato i Carabinieri della tenenza di Quarto, che al termine di una brillante operazione hanno tratto in arresto quattro uomini, tutti napoletani e già noti alle forze dell’ordine, con la pesante accusa di concorso in frode informatica.

L’indagine è scattata dopo una serie di segnalazioni che hanno portato i militari a concentrare la loro attenzione su una palazzina in via Crocillo. Per giorni, gli uomini dell’Arma hanno monitorato l’edificio, ascoltando e registrando ciò che accadeva all’interno di un appartamento sospetto. Le voci che filtravano erano inequivocabili: frasi studiate, pronunciate con un forzato ma apparentemente credibile accento settentrionale, per carpire la fiducia delle vittime. “Clicchi sul link che le ho mandato e segua le indicazioni”, diceva uno. “Buongiorno, sono il maresciallo della caserma, la chiamo per un problema sul suo conto”, incalzava un altro. Era chiaro: tra quelle mura era in pieno fermento una fabbrica di raggiri telefonici.

Il problema, per gli investigatori, era come intervenire. Fare irruzione avrebbe potuto consentire ai malviventi di distruggere prove cruciali, come telefoni e SIM card. Così, i Carabinieri hanno optato per una strategia tanto semplice quanto efficace: hanno staccato il contatore generale dell’elettricità, lasciando l’intera palazzina, e soprattutto il call center abusivo, completamente al buio e senza connessione. L’attesa è durata poco. Uno dei quattro complici, infastidito dall’interruzione e ignaro della trappola, ha aperto la porta per controllare cosa fosse successo, fornendo di fatto l’assist perfetto per il blitz.

Una volta all’interno, i militari si sono trovati di fronte alla “scrivania del crimine”: un tavolo ingombro di decine di telefoni cellulari che squillavano senza sosta, un computer portatile acceso e un groviglio di cavi e caricabatterie. In un gesto disperato e istintivo, uno degli uomini ha afferrato uno smartphone e lo ha lanciato dalla finestra, sperando di disfarsene. Non sapeva, però, che i Carabinieri avevano circondato l’edificio e che un altro militare, posizionato proprio sotto quella finestra, ha raccolto al volo il dispositivo, recuperando così una prova fondamentale.

I quattro non hanno opposto ulteriore resistenza e sono finiti in manette. Si tratta di Mario Castaldo, Salvatore Celio, Antonio Napolitano e Antonio Perrella. Durante la perquisizione, i Carabinieri sono riusciti a documentare in tempo reale ben sette tentativi di frode in corso e a ricostruire una truffa appena consumata ai danni di un’anziana signora di Roma, alla quale erano stati sottratti ben 18.000 euro dal conto corrente. Il bilancio del sequestro è imponente: 17 telefoni cellulari, 1 computer portatile e ben 101 SIM card, un arsenale tecnologico che testimonia la vastità e la sistematicità della loro attività illecita. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i quattro sono stati posti agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio che dovrà fare piena luce sull’intera rete di truffe da loro orchestrata.

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