Real Madrid, Mbappé: “Penso sempre di essere il migliore”

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Cronache Mercato
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Alla vigilia del debutto stagionale in Champions League contro l’Inter, Kylian Mbappé si è presentato in conferenza stampa per analizzare il momento del Real Madrid e le sue ambizioni personali. I Blancos arrivano all’appuntamento europeo dopo la sconfitta di misura in campionato contro il Betis, una partita segnata anche da un suo errore dal dischetto nei minuti finali.

Interrogato sulla sua autostima e sulla percezione di sé, l’attaccante francese non ha usato mezzi termini, ribadendo la sua mentalità vincente: “Io penso sempre di essere il migliore al mondo, ma è una mia opinione e ognuno ha la libertà di pensare ciò che vuole. Non credo sia un dibattito”.

Questa convinzione si lega inevitabilmente alla corsa per il Pallone d’Oro, un traguardo che sente alla sua portata. “Penso sia un buon anno per vincerlo, ma la decisione spetta a tifosi e giornalisti. Essere un giocatore del Real Madrid, il club più importante del mondo, rende normale che il tuo nome venga accostato a questi premi prestigiosi”.

Nonostante il forte desiderio di un riconoscimento individuale, il focus del campione del mondo è rimasto saldamente orientato sugli obiettivi di squadra. “La mia mentalità è sempre quella: pensare come squadra, migliorare e arrivare pronti ai momenti caldi della stagione per vincere titoli. L’unica cosa che voglio è vincere. Firmerei anche per segnare 30 goal e conquistare trofei, ma non firmo niente, sono dibattiti che non mi interessano”.

Ha poi parlato della necessità di un miglioramento collettivo dopo l’ultimo passo falso. “Dobbiamo segnare di più e questa è una mia responsabilità. Tutti noi dobbiamo migliorare per aiutare la difesa e per essere più efficaci con il pallone. Siamo tranquilli, abbiamo preparato bene la stagione e stiamo bene. Contro l’Inter sarà difficile, ma siamo entusiasti di tornare a giocare in Champions”.

Infine, ha toccato temi più ampi, dalla sua crescita come giocatore alla fame di successi, mai sazia. “Il giorno in cui non avrò più fame sarà il giorno del mio ritiro. La delusione del Mondiale è stata dura, ma ci ha dato ancora più voglia. Cerco di migliorare costantemente, per me stesso prima che per il club o la Nazionale. Aver avuto allenatori diversi mi ha aiutato a capire meglio il gioco e ad adattarmi a ogni situazione, perché in una partita ci sono dentro tante partite”.

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