La tensione è salita in vista del Clasico tra Real Madrid e Barcellona. Le dichiarazioni rilasciate nelle ore precedenti alla sfida hanno acceso un botta e risposta mediatico tra i tesserati delle due società.
Tutto è iniziato con le parole di Fermin Lopez, che ha definito “un po’ stancante” l’insistenza dei madrileni sul tema degli arbitri, accusandoli indirettamente di voler alimentare la pressione sui direttori di gara. La replica è arrivata puntuale durante la consueta conferenza stampa della vigilia.
L’allenatore dei blancos ha risposto con fermezza: “Ci sono altre cose che ci stancano, ma continuano a succedere…”. Riguardo alle indiscrezioni sulla designazione arbitrale e ai presunti legami con il caso Negreira, ha poi chiarito la sua posizione. “Il nome dell’arbitro non mi ha mai preoccupato. Parto dal presupposto che sia bravo; quello che mi preoccupa è che le regole vengano infrante”.
Ha espresso sorpresa per la fuga di notizie, sottolineando una certa confusione. “Tre settimane fa è emerso un nome, ora un altro, ma nessuno internamente mi ha confermato chi dirigerà la partita”.
Il tecnico ha poi analizzato lo stato di forma della sua squadra, ridimensionando le aspettative. “Siamo visti come un prodotto finito, ma siamo ancora nelle fasi iniziali di un processo. Paragonare una squadra in costruzione a una che gioca insieme da più anni non mi sembra giusto”. Ha aggiunto che gli elogi ricevuti dal Barcellona sono meritati, ma non influenzano il suo lavoro.
“Lavoriamo insieme da tre mesi, con una preparazione atipica”, ha spiegato. “Siamo ben lontani dall’essere un prodotto completo, l’allenatore sta imparando a conoscere la squadra e viceversa”.
Nonostante il rispetto per la qualità degli avversari, ha garantito che la sua squadra non snaturerà la propria identità tattica. “È un grande giocatore, e i grandi giocatori sono sempre rispettati. Ma il rispetto è una cosa, cambiare i nostri piani e dimenticare la nostra essenza è un’altra. Non lo faremo, né per lui né per altri”.
Infine, ha concluso con una battuta, negando di essere superstizioso. “Sto malissimo con la barba? Dovrei tagliarla? Sono uno dei pochi nel mondo del calcio a non essere superstizioso”.




