Gian Piero Gasperini, dal palco del Festival dello Sport, ha raccontato i primi mesi della sua avventura alla guida della Roma. “Il primo allenamento era atteso da tutti, affrontavo una nuova realtà”, ha spiegato il tecnico. “Il mio unico obiettivo era creare delle fondamenta nuove e diverse, senza parlare del passato. Volevo costruire qualcosa basato su concetti chiari, come l’idea di andare a prendere la palla all’avversario e non aspettarlo”.
L’allenatore ha poi esaltato la qualità del suo pacchetto arretrato, definendolo una base solida. “Mi sono ritrovato una difesa di gladiatori”, ha dichiarato, citando Hermoso, Svilar e N’Dicka. Un’analisi approfondita è stata riservata a Mancini: “Ho sempre pensato fosse antipatico per gli avversari. Gli ho detto che quell’atteggiamento lo penalizzava e gli impediva di andare in Nazionale. Ha fatto una stagione fantastica ed è tornato a essere un grande giocatore”.
Parole di stima sono arrivate anche per Bryan Cristante, definito un giocatore “molto duttile, che sa giocare a calcio”. Riguardo alle sue condizioni fisiche, ha spiegato che ha avuto un piccolo problema al ginocchio. Il discorso si è poi spostato su Paulo Dybala e la sua gestione. “Quando sono arrivato, mi dicevano che andava preservato, e così si infortunava”, ha raccontato Gasperini. “Ha cominciato ad allenarsi con continuità e il suo inizio di stagione è straordinario. Sta migliorando anche nella conclusione e arriverà a calciare di nuovo come prima”.
Un commento è stato dedicato anche al mercato, a partire dalla cessione di Romano al Cagliari. “È un giovane molto interessante, mi è dispiaciuto per le critiche eccessive che ha subito”, ha affermato il tecnico. “Il fatto che sia stato venduto sono esigenze di plusvalenze. Non è una buona cosa per il nostro calcio, perché i gioielli migliori andrebbero fatti crescere, ma le necessità di bilancio a volte prevalgono”.
Successivamente ha rivelato i retroscena dell’arrivo di Donyell Malen, definito un’opportunità imprevista. “È venuto fuori che l’Aston Villa lo cedeva per motivi tattici. Lui voleva fare il centravanti e io l’ho sempre considerato tale, perché vicino all’area è micidiale”, ha spiegato. “Non pensavo che i suoi numeri potessero essere così eclatanti. Gli ho detto che qualcuno in passato ha fatto 36 goal…”.
Infine, uno sguardo agli obiettivi. “Un tempo l’Annibale era la Juventus, adesso l’Inter è riconosciuta da tutti come la migliore”, ha commentato. “Noi guardiamo al nostro percorso. Abbiamo la sensazione di esserci ravvicinati e questo è gratificante”. Ha concluso con una battuta: “Io un Dio a Roma? Gli imperatori hanno fatto tutti una brutta fine. Meglio restare con i piedi per terra e regalare soddisfazioni ai tifosi”.




