Troy Parrott si è preso la scena europea. Il centravanti irlandese, classe 2002, ha iniziato la sua avventura al Betis Siviglia con un impatto devastante, segnando un goal decisivo per la vittoria contro il Real Madrid e un altro per il successo in Champions League sul campo del Lille.
Le sue prestazioni si sono confermate anche con la maglia della nazionale, dove ha realizzato tre reti in due partite, una delle quali con un’azione personale diventata virale per la sua bellezza tecnica. Un talento che il Betis si è assicurato per soli 20 milioni di euro, strappandolo alla concorrenza dopo le sue prolifiche stagioni nel campionato olandese.
Un’operazione che suona come un’occasione mancata per i club di Serie A, in particolare per Milan e Juventus, che in passato hanno seguito a lungo il giocatore senza mai affondare il colpo decisivo. La carriera della punta nata a Dublino ha avuto una svolta proprio con il passaggio in Eredivisie.
Cresciuto nel settore giovanile del Tottenham, dove ha esordito in Premier League a soli 17 anni sotto la guida di José Mourinho, Parrott aveva faticato a imporsi nei vari prestiti in Championship. Il trasferimento all’Excelsior Rotterdam e poi il salto di qualità all’AZ Alkmaar lo hanno trasformato in un bomber da 51 goal in 97 presenze totali nei Paesi Bassi.
Il suo nome è circolato per diverse sessioni di mercato negli uffici di Milan e Juventus. Entrambe le società erano alla ricerca di un rinforzo nel reparto offensivo e avevano individuato in lui un profilo ideale per dinamismo, tecnica e senso del goal. I rossoneri, in particolare, cercavano un’alternativa affidabile a Gonçalo Ramos, mentre i bianconeri hanno poi virato su una soluzione in prestito come Nick Woltemade.
Ma perché l’affare non si è mai concretizzato? Diverse ipotesi sono sul tavolo. Da un lato, le strategie economiche dei due club italiani potrebbero non aver consentito un investimento di quella portata in quel momento. Dall’altro, potrebbero essere subentrati dubbi sulla sua capacità di adattamento a un campionato tattico come la Serie A.
Il Milan, in particolare, è rimasto probabilmente scottato dalla precedente esperienza con Santiago Gimenez, un altro prolifico attaccante prelevato dall’Eredivisie che non è riuscito a replicare le sue performance in maglia rossonera. La Juventus, dal canto suo, ha raggiunto le fasi finali del mercato senza la liquidità necessaria per un acquisto a titolo definitivo. Un rimpianto per entrambi i club, che ora osservano da lontano l’esplosione di un attaccante che sta dimostrando di poter ambire al top del calcio europeo.






