La trattativa tra Roma e Porto per Rodrigo Mora ha subito uno stallo improvviso, bloccando il via libera del club portoghese. Sullo sfondo è emersa anche una forte tensione tra l’entourage del calciatore e l’allenatore dei Dragoes, Francesco Farioli.
La dirigenza giallorossa aveva individuato nel giovane talento l’elemento ideale per completare il reparto avanzato. L’allenatore ha richiesto un rinforzo capace di alternarsi con Paulo Dybala, e dopo aver sondato altre piste, il nome del portoghese sembrava essere diventato quello definitivo.
Dopo giorni di contatti, Roma e Porto avevano raggiunto un’intesa verbale grazie alla mediazione di Jorge Mendes. L’accordo prevedeva un prestito oneroso da 9 milioni di euro con un diritto di riscatto fissato a 41 milioni, per una valutazione complessiva di 50 milioni.
Tuttavia, il presidente del Porto, Villas Boas, ha improvvisamente chiesto di modificare la formula, pretendendo l’inserimento di un obbligo di riscatto, anche se mascherato da clausole attivabili. Una richiesta volta a garantire al club portoghese l’incasso futuro della cifra pattuita.
La Roma non ha intenzione di accettare questa nuova condizione. I vincoli del Fair Play Finanziario e l’entità dell’esborso totale rendono insostenibile un obbligo per un calciatore del 2007, sul cui impatto in Serie A persistono naturali incognite. Inoltre, i 9 milioni per il prestito rappresentano già una somma considerevole per l’ingaggio temporaneo di un giocatore.
In questa situazione di incertezza, il calciatore sta vivendo un momento delicato, sentendosi già con le valigie in mano ma bloccato dagli eventi. A descrivere il suo stato d’animo è stato il suo avvocato, con parole dure nei confronti del tecnico del Porto.
“Il ragazzo non rientra nelle idee di Farioli e questo rappresenta un problema. È una persona triste, sta soffrendo. Ha capito chiaramente di essere diventato la terza scelta”, ha dichiarato il legale, evidenziando il desiderio del suo assistito di trovare spazio e giocare con continuità.
Pronta è arrivata la replica di Francesco Farioli, che ha criticato le uscite pubbliche dell’entourage. “Alla gente piace creare narrazioni. Questa persona non mi ha mai parlato, non sa se Rodrigo sia la prima, la seconda o la terza opzione. Questo genere di cose non aiuta nessuno”, ha affermato l’allenatore.
Farioli ha poi aggiunto: “Quando una persona vicina a un giocatore prende certe posizioni, non mette in buona luce chi dovrebbe tutelare. In questo club la priorità è il collettivo, non c’è niente di più grande del Porto”.
I contatti tra i due club si sono interrotti e le prossime ore saranno decisive per capire se l’operazione potrà sbloccarsi o se salterà definitivamente. La Roma non modificherà la sua posizione sull’obbligo di riscatto a quelle cifre; per farlo, l’intera operazione andrebbe rinegoziata da zero.
Una possibile via d’uscita potrebbe essere un leggero aumento del costo del prestito da parte del Porto, rinunciando però alla clausola dell’obbligo. Una soluzione simile a quella adottata in passato per altre operazioni di mercato del club portoghese.



