La partita tra Sassuolo e Milan è stata caratterizzata da un’alta tensione e da numerose decisioni arbitrali che hanno fatto discutere. L’arbitro Michael Fourneau, assistito al VAR da Santoro e Meraviglia, ha avuto il suo da fare per gestire un incontro cruciale per la classifica di entrambe le squadre, chiudendo con un bilancio di cinque cartellini gialli e diversi episodi dubbi.
La direzione di gara ha visto due importanti richieste di calcio di rigore, una per parte, che hanno acceso gli animi in campo e sugli spalti. Entrambe le situazioni sono state valutate sul campo senza l’intervento decisivo della tecnologia, lasciando aperti diversi interrogativi sull’interpretazione del regolamento.
Nel primo caso, un attaccante del Milan è caduto in area di rigore a palla lontana, trattenuto vistosamente da un difensore neroverde. Nonostante le proteste, l’arbitro ha lasciato correre, giudicando l’episodio come una valutazione di campo non soggetta a revisione VAR. Poco dopo, su un’azione d’angolo, è stato un difensore rossonero a finire a terra dopo un contatto con un avversario, ma anche in questa circostanza Fourneau ha ritenuto il contatto non falloso.
Le polemiche non hanno risparmiato nemmeno le azioni da gol. Il Sassuolo si è visto annullare una rete siglata da Thorstvedt a causa di un fallo in attacco avvenuto pochi istanti prima della conclusione. L’arbitro ha interrotto il gioco immediatamente, fischiando un blocco irregolare su un difensore milanista durante lo sviluppo di un calcio di punizione.
Anche una delle reti del Milan è finita sotto la lente del VAR. La sala di Lissone ha effettuato un lungo check per una presunta posizione di fuorigioco attivo di un attaccante rossonero, che si trovava sulla traiettoria del tiro davanti al portiere. Dopo aver verificato che la visuale del portiere non era ostruita e che il giocatore era in posizione regolare, la rete è stata convalidata.
Un altro momento chiave ha riguardato un intervento molto duro di Laurienté su un difensore avversario. L’attaccante del Sassuolo, già scattato in verticale, ha commesso un fallo che ha spinto il VAR a un controllo per un possibile cartellino rosso. Alla fine, si è deciso di non intervenire, giudicando l’impatto non sufficientemente violento per l’espulsione.
La gestione dei cartellini è apparsa inoltre incostante. Fourneau ha estratto cinque gialli, ma in diverse occasioni ha preferito il dialogo all’ammonizione, anche di fronte a falli che sembravano evidenti. Sono mancate sanzioni per interventi in ritardo e per trattenute tattiche che, secondo il regolamento, avrebbero meritato il cartellino.




