Saviano come Gianfranco Fini, vittima della “Sindrome del beneficiato rancoroso”

Lo scrittore non commenta la dipartita di Silvio Berlusconi, eppure la Mondadori ha portato il suo libro sul mercato internazionale

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La chiamano “Sindrome rancorosa del beneficiato”. Quella forma di fastidio, che matura nella mente di chi ha ricevuto un favore o un regalo e che può trasformarsi in ostilità o addirittura in odio nei confronti del suo benefattore. Un atteggiamento psicologico dovuto alla difficoltà di sopportare un debito di riconoscenza nei confronti di un’altra persona.

Roberto Saviano e Marina Berlusconi
Roberto Saviano, ospite di “Amici” di Maria De Filippi (© fotogramma della trasmissione Mediaset) e Marina Berlusconi, presidente di Mondadori (© Andrea Raso/LaPresse 23-04-2007 Milano, Italia Economia Assemblea azionisti Mondadori 2007 Nella foto:Marina Berlusconi)

Chissà se è questo il sentimento che ha spinto Roberto Saviano a restare in silenzio di fronte alla notizia della dipartita di Silvio Berlusconi, l’uomo che controllava la Arnoldo Mondadori Editore attraverso la Fininvest e i cui figli siedono ai vertici del gruppo (la figlia Marina è presidente del Cda, il figlio Piersilvio è uno dei consiglieri).

Eppure la Mondadori ha di fatto creato il “fenomeno Gomorra”, consentendo alla prima opera dell’esordiente Saviano di conquistare il mercato editoriale internazionale: tradotto in 60 lingue, distribuito in centinaia di paesi nel mondo, venduto in forma cartacea, digitale e audio, trasformato in prodotti cinematografici, televisivi e teatrali.

Tutto questo è stato possibile grazie ai buoni uffici della prima azienda editoriale italiana e tra le prime in Europa, che può contare su un vero e proprio esercito di editor, esperti di marketing e comunicazione, social media manager e via discorrendo. Gente capace di trasformare un temino di prima media in un best seller mondiale.

Roberto Saviano, Silvio Berlusconi e Marina Berlusconi

Certo, sin dai primi mesi dopo la pubblicazione di “Gomorra”, in molti fecero notare a Saviano che non poteva fare il comunista continuando a restare sotto l’ala protettiva del leader della destra, e allora lui pubblicò i suoi libri successivi con altre case editrici. Ma in seguito è stato molte volte ospite della trasmissione “Amici di Maria De Filippi” in Mediaset, holding televisiva della famiglia Berlusconi.

Ogni tanto ha fatto finta di lasciarsi sfuggire anche qualche “punturina” al Cavaliere, ma si è sempre guardato bene dal fargli troppo male. Tanto che Marco Travaglio, che contro il Biscione è sempre stato ben più “sanguigno”, ha recentemente dedicato a Saviano un suo commento sotto il titolo “Er Mejo“: «“Roberto Saviano: ‘Meloni peggio di Berlusconi’” (La Stampa, 21.5). Lui, fra l’altro, era anche un ottimo editore».

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Ugo Clemente
Ugo Clemente è giornalista professionista e direttore editoriale di Cronachedi. Ha iniziato l’attività giornalistica nel 2004 ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti Professionisti dal 2008. Dopo l’esperienza come redattore e caporedattore, dal 2014 ricopre il ruolo di direttore editoriale di Libra Editrice, società editrice di Cronachedi. Laureato in Giurisprudenza alla LUISS “Guido Carli” di Roma, è abilitato all’esercizio della professione forense dal 2021. Dal 2021 è anche presidente della Commissione Giuridica ed Economica dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Nel corso della sua attività professionale ha affiancato al lavoro giornalistico un’intensa attività di formazione. È stato relatore in numerosi corsi di formazione professionale per giornalisti dedicati, tra gli altri temi, alla diffamazione a mezzo stampa, alla privacy, alla deontologia, alla riforma della giustizia, al pluralismo dell’informazione, al rapporto tra giornalismo e social network e alle regole dell’informazione in materia di cronaca giudiziaria e sociale. Ha inoltre svolto attività didattica e laboratoriale nelle scuole, curando percorsi dedicati al giornalismo, al diritto dell’informazione, alle tecniche di comunicazione, alla scrittura giornalistica e alla produzione di contenuti digitali e multimediali. Tra il 2020 e il 2022 ha svolto attività di docenza esterna presso l’Istituto Penale per Minorenni di Airola. Accanto al giornalismo e al diritto, coltiva da anni un forte interesse per l’informatica e l’innovazione applicata all’editoria. È sviluppatore Python e utilizza il linguaggio insieme alle principali librerie per l’analisi dei dati e il machine learning, oltre a tecnologie web e sistemi Linux.

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