Sérgio Conceição difende Spalletti e il figlio Francisco

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Cronache sport calcio
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Sérgio Conceição, padre dell’attaccante bianconero Francisco, ha parlato in vista del big match tra Juventus e Lazio, una partita che per lui ha un sapore speciale. Quasi trent’anni fa, l’allora calciatore portoghese ha debuttato nel calcio italiano proprio in uno Juventus-Lazio di Supercoppa, segnando il gol decisivo per la vittoria dei biancocelesti.

In un’intervista ha ricordato quel debutto: “Avevo avuto qualche problema fisico in ritiro e sentivo scetticismo intorno a me, era normale. Arrivavo da un campionato diverso dalla Serie A di allora, che era a un livello eccezionale”. Riguardo alla Lazio attuale, ha espresso il suo affetto per il club, augurandosi che possa “mantenersi nelle zone alte fino alla fine”.

L’attenzione si è poi spostata sul figlio Francisco e sul suo sfogo dopo una sostituzione in Europa League. “L’allenatore ha sempre ragione”, ha affermato Conceição. “Se Spalletti ha deciso per il cambio, avrà avuto i suoi motivi. Però va capita anche la frustrazione di un calciatore che voleva dare di più”.

Ha chiarito di parlare da tecnico, non da padre: “Nella mia squadra voglio sempre giocatori con personalità, che si arrabbiano per un cambio, piuttosto di uno a cui non importa nulla. Sono episodi che si vedono spesso nel calcio e non vanno ingigantiti”.

Sulle prestazioni del figlio, ha criticato una certa narrazione: “È un’ala, non un centravanti. Il suo lavoro per la squadra, sia in attacco che in difesa, non viene valorizzato. Crea superiorità, corre, apre spazi”. Ha aggiunto che Francisco viene criticato troppo facilmente quando non segna, auspicando un approccio più equilibrato.

Riguardo a Luciano Spalletti, ha espresso un giudizio positivo: “Luciano sa di avere un gruppo di qualità ma ancora giovane, per questo prova a variare spesso per cercare identità ed equilibrio”. Ha inoltre lodato la sua capacità di lavorare con i giovani e trasmettere il valore della maglia bianconera.

L’intervista ha toccato anche la sua esperienza sulla panchina del Milan. “Ogni allenatore ha bisogno di una struttura societaria solida alle spalle, altrimenti è difficile avere credibilità. Allora non c’erano le condizioni ideali”. Nonostante ciò, non ha rimpianti, ricordando con orgoglio la vittoria della Supercoppa e la finale di Coppa Italia raggiunta.

Ha poi svelato un retroscena sul rapporto con Gerry Cardinale: “Non è mai venuto a Milanello. Mi mandò un messaggio per complimentarsi dopo la Supercoppa, ma non risposi perché non avevo il suo numero e lo lessi solo tempo dopo”. Ha poi augurato buona fortuna al connazionale Ruben Amorim, attuale tecnico rossonero.

Infine, l’allenatore portoghese non ha escluso un futuro ritorno in Serie A: “Perché no, mi piacerebbe. In passato oltre al Milan già c’erano state altre opzioni”. Ha concluso con un sorriso, eleggendo Luís Figo come l’ala portoghese più forte di sempre, pur riconoscendo la grandezza di Cristiano Ronaldo.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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