Il campionato di Serie A ha messo in evidenza una particolare statistica dopo le prime cinque giornate: ventitré giocatori di movimento hanno disputato ogni singolo minuto di gioco, per un totale di 450 minuti più recupero, senza mai essere sostituiti. Un dato che sottolinea la loro importanza strategica e una condizione fisica invidiabile.
Questi atleti rappresentano i pilastri per i rispettivi allenatori, che hanno deciso di non privarsi mai della loro presenza in campo. La lista esclude volutamente i portieri, ruolo per sua natura meno soggetto a rotazioni, concentrandosi su difensori e centrocampisti che costituiscono l’ossatura delle loro squadre.
Tra i nomi più noti figura Nicolò Barella dell’Inter, uno dei pochi centrocampisti in questo gruppo esclusivo, a testimonianza della sua centralità nel progetto tecnico nerazzurro. La sua capacità di unire qualità e quantità lo ha reso un punto fermo. Al suo fianco, in questa classifica di resistenza, troviamo numerosi difensori centrali, figure chiave per la stabilità di ogni reparto arretrato.
Esempi illustri includono Danilo della Juventus, Giorgio Scalvini dell’Atalanta e Pierre Kalulu del Milan, tutti giocatori che garantiscono sicurezza e leadership. Anche squadre di media classifica si affidano a certezze assolute, come Strahinja Pavlovic della Salernitana, Simone Romagnoli del Frosinone e Radu Dragusin del Genoa.
L’elenco rivela una predominanza di specialisti della difesa, come Berat Djimsiti (Atalanta), Sam Beukema (Bologna), Alberto Dossena (Cagliari), Sebastiano Luperto (Empoli), Nikola Milenkovic (Fiorentina), Mattia Bani (Genoa), Alessio Romagnoli (Lazio), Federico Baschirotto (Lecce), Pablo Marí (Monza) e Alessandro Buongiorno (Torino). La loro costante presenza è fondamentale per creare automatismi e solidità.
Questo fenomeno non è solo una curiosità statistica, ma riflette precise scelte tattiche. In un calcio sempre più veloce e dispendioso, affidarsi a un nucleo di giocatori instancabili permette di avere punti di riferimento costanti, soprattutto nella fase di costruzione e in quella difensiva.
La stagione è ancora lunga e il calendario fitto di impegni, tra coppe nazionali e internazionali, metterà a dura prova la resistenza di questi atleti. Sarà interessante monitorare quanti di loro riusciranno a mantenere lo status di “sempre presenti” con il passare delle giornate, tra inevitabili necessità di turnover, squalifiche e infortuni.








